È Carlos Alcaraz a sollevare il trofeo degli Australian Open 2026. Lo spagnolo chiude la finale con un 7-5 nel quarto set (punteggio finale: 2-6, 6-2, 6-3, 7-5) suggellando una partita bellissima, intensa, giocata punto su punto contro un Novak Djokovic mai domo. Un successo che porta lo spagnolo a vincere l’unico slam che gli mancava. Diventa così il più giovane ad aver vinto tutti e quattro gli Slam.
Il set decisivo è una battaglia vera. Djokovic resta agganciato con il servizio – percentuali altissime di prime, slice profondi, rovesci al salto – e annulla la pressione nei game più delicati, come sul 5-5, quando non trema e tiene la battuta con autorità. Poco prima, sul 5-4 Alcaraz, il serbo si era procurato anche una palla break, ma nel momento chiave un dritto tradisce Nole e Carlos ringrazia.
Sul 6-5, Alcaraz tiene il servizio a 15 mostrando nervi saldi e chiarezza di idee. Poi, nel game finale, arriva la spallata decisiva: lo spagnolo alza il ritmo in risposta, spinge sul dritto e strappa il servizio che vale il 7-5 e il titolo. Nessun tie-break: il match si decide lì, con un break pesantissimo che chiude una finale memorabile.
L’avvio shock con Djokovic che domina il primo set
L’inizio è tutto di marca serba. Djokovic entra in campo con un livello altissimo: servizio devastante, risposte profondissime, rovescio lungolinea che fa male. Alcaraz fatica a trovare ritmo e lucidità, commette qualche errore di troppo e subisce l’iniziativa di Nole. Il 6-2 con cui Djokovic chiude il primo set è netto e fotografa un dominio tecnico e mentale.
Dal secondo set la finale cambia volto. Alcaraz alza l’intensità, migliora sensibilmente la resa al servizio e comincia a muovere Djokovic, alternando accelerazioni improvvise a smorzate chirurgiche. Il break in apertura indirizza subito il parziale, che lo spagnolo controlla con autorità fino al 6-2 finale. Dopo due set, equilibrio totale e partita riaperta.
Nel terzo set i game sono durissimi, gli scambi lunghi e spettacolari. Sul 2-2 arriva il momento chiave: Carlos strappa il servizio a Djokovic con un tennis completo, fatto di variazioni continue e grande lucidità tattica. Da lì in avanti lo spagnolo prende il comando del set, difende il vantaggio e chiude 6-3, portandosi avanti due set a uno.
Quarto set, battaglia e colpo finale
Djokovic non molla. Il quarto set è una guerra di nervi e di servizio: percentuali altissime per il serbo, Alcaraz solido e aggressivo nei momenti giusti. Si procede on serve fino al 5-5, con Nole che annulla una palla break e resta in partita da campione assoluto.
Ma sul 6-5 Alcaraz arriva la spallata decisiva: lo spagnolo alza il ritmo in risposta, spinge sul dritto e trova il break che vale il 7-5 e il titolo. Niente tie-break, la finale si chiude così, con il pubblico in piedi.
Alcaraz festeggia così il suo primo Australian Open e scrive una pagina importante della sua carriera, confermando ancora una volta di essere un campione completo. Djokovic esce sconfitto, ma tra gli applausi. Ancora una volta ha dimostrato perché Melbourne resta casa sua e perché, anche a 38 anni, è un avversario temibile per chiunque.
Per Alcaraz è una vittoria che racconta crescita e consapevolezza, con variazioni continue, coraggio nelle scelte. Per Djokovic è l’ennesima prova da guerriero, lotta fino all’ultimo quindici, non molla mai, confermando perché Melbourne resta il suo regno storico.
Applausi lunghissimi alla Rod Laver Arena per due campioni che hanno regalato tennis di altissimo livello.