Sinner tra innovazione e identità

9 Marzo 2026

Valeria Lorenzi

Indian Wells, Sinner dopo la vittoria su Shapovalov: vi dico cosa mi piace meno nel tennis

Dopo il convincente successo contro Denis Shapovalov al terzo turno del Indian Wells Masters 2026, Jannik Sinner si è presentato in sala stampa con la consueta discrezione. Il numero due del ranking ATP, protagonista di una prestazione solida e autoritaria, ha parlato poco ma con grande sincerità, rivelando quale sia l’aspetto del circuito che apprezza meno: il rapporto con i media e, in particolare, le conferenze stampa.

Il tennista altoatesino, noto per il suo carattere riservato, ha risposto soltanto a poche domande dopo la vittoria, preferendo non dilungarsi troppo davanti ai giornalisti nonostante la giornata particolarmente positiva dal punto di vista sportivo. Un atteggiamento che riflette una personalità da sempre più incline al lavoro sul campo che all’esposizione mediatica.

“Le conferenze stampa? Sempre le stesse domande”

Con un sorriso, Sinner ha ammesso senza troppi giri di parole cosa lo mette maggiormente a disagio nel circuito professionistico.

“La cosa che mi piace meno sono le conferenze stampa, perché spesso ci si ritrova a rispondere sempre alle stesse domande. Non è che mi dispiaccia davvero: fa parte del lavoro. Però a me piace soprattutto uscire in campo, giocare e vivere questa esperienza”.

Il campione italiano ha comunque sottolineato quanto si senta fortunato per la vita che il tennis gli permette di condurre. Il circuito, tra tornei in giro per il mondo e ambienti sempre diversi, rappresenta per lui un’opportunità unica.

“Abbiamo una vita bellissima. Viaggiamo in tanti posti fantastici. Certo, anno dopo anno si torna spesso negli stessi luoghi e impari a capire quali ti piacciono di più e quali un po’ meno. Ma in generale è una vita molto piacevole e sicura, circondati da persone straordinarie”.

Un carattere riservato

La difficoltà nel rapporto con i media, ha spiegato Sinner, è legata anche alla sua indole. Il 24enne italiano ha sempre mostrato una personalità più introversa rispetto ad altri colleghi del circuito.

“Probabilmente è anche per il mio carattere. A me piace giocare a tennis, stare con le persone a cui voglio bene e condividere momenti con il mio team. Le conferenze stampa non sono proprio il mio ambiente ideale. Non sento il bisogno di mostrarmi più di tanto”.

Un approccio coerente con l’immagine che Sinner ha costruito negli anni: poche parole, molta concentrazione sul campo e un rapporto diretto soprattutto con il proprio team.

Il tema dei warning per il tempo

Durante il breve incontro con i giornalisti, il numero due del mondo ha anche commentato la discussione delle ultime settimane sui warning per il tempo tra un punto e l’altro, questione sollevata più volte da Carlos Alcaraz.

Secondo Sinner, il sistema del cronometro e dei 25 secondi tra i punti è una regola che va semplicemente accettata, anche se in alcune situazioni può risultare complicata da rispettare.

“Dopo scambi lunghi o quando finisci il punto lontano dalla linea di fondo, a volte devi correre per tornare in posizione. Però le regole sono uguali per tutti. A volte superi il tempo di qualche secondo e può succedere”.

L’azzurro ha spiegato di cercare sempre di restare entro il limite stabilito, pur dovendo talvolta adattare la propria routine al servizio.

“Cerco di stare nei 25 secondi. Ho la mia routine prima di servire, ma a volte devo accorciarla proprio per non sforare. È così, fa parte del gioco. Non spetta a me cambiare questa regola”.