Dopo un inizio di stagione scintillante, impreziosito dai successi in Australia e a Doha, Carlos Alcaraz ha vissuto un brusco cambio di sensazioni nella tournée nordamericana sul cemento. Dall’euforia dei trionfi si è passati a un evidente calo fisico e mentale, figlio anche dei tanti chilometri accumulati.
Come sottolineato dal sito spagnolo Punto de Break, non si tratta solo di percezioni: le sconfitte contro Daniil Medvedev e Sebastian Korda tra Indian Wells e Miami hanno evidenziato un copione tattico ben preciso. Un vero e proprio “manuale” per mettere in difficoltà il numero uno del mondo.
Ecco le cinque chiavi del cosiddetto tennis “anti-Alcaraz”.
1. Aggressività totale da fondo campo
Alcaraz, insieme a Jannik Sinner, è probabilmente il miglior giocatore al mondo negli scambi da fondo. Proprio per questo, l’unico modo per contrastarlo è aumentare drasticamente l’aggressività.
Medvedev e Korda hanno accettato un margine di rischio più alto, cercando costantemente il colpo offensivo e togliendo tempo allo spagnolo. I numeri parlano chiaro: entrambi hanno mantenuto una percentuale di colpi d’attacco superiore rispetto a quella di Alcaraz, rompendo il suo ritmo naturale.
2. Servizio rischioso, anche con la seconda
Per mettere pressione ad Alcaraz sin dal primo colpo, serve un servizio estremamente preciso. Nei match analizzati, i suoi avversari hanno servito con maggiore qualità, mantenendo le traiettorie più vicine alle linee.
La chiave? Non aver paura di rischiare anche con la seconda. Meglio qualche doppio fallo che offrire a Carlos una risposta comoda: quando lo spagnolo prende fiducia in risposta, diventa praticamente ingiocabile.
3. Pressione costante a rete
Nonostante le straordinarie capacità di passante di Alcaraz, i suoi avversari hanno scelto di attaccare spesso la rete.
Una strategia controintuitiva ma efficace: anche accettando qualche passante vincente, salire con continuità serve a togliergli certezze e a impedirgli di comandare lo scambio. I dati mostrano come Korda e Medvedev abbiano aumentato sensibilmente le discese a rete rispetto allo spagnolo.
4. Rovescio piatto e basso
Un altro elemento chiave riguarda la qualità del rovescio. Come accadeva a Rafael Nadal contro alcuni avversari, anche Alcaraz soffre chi possiede un rovescio più incisivo del dritto.
Colpi piatti, veloci e con rimbalzo basso mettono in difficoltà il suo gioco carico di topspin. Korda e Medvedev hanno sfruttato rovesci molto penetranti, alternando il diagonale al lungolinea per spezzare gli scambi.
5. Colpire dentro il campo
L’ultima chiave è forse la più evidente: entrare dentro il campo e togliere tempo ad Alcaraz.
I suoi avversari hanno aumentato significativamente la percentuale di colpi giocati in avanzamento, anticipando la palla e prendendo l’iniziativa. Una scelta rischiosa, ma necessaria: restare dietro la linea di fondo contro Carlos significa, nella maggior parte dei casi, soccombere.
Il profilo perfetto per battere Alcaraz
Dall’analisi emerge un identikit preciso: giocatori offensivi, con rovescio solido e piatto, capaci di servire con grande precisione e di prendersi rischi costanti.
Si tratta di un’evoluzione delle strategie già viste in passato contro lo spagnolo, aggiornate però a un livello di intensità e aggressività superiore. Ora la palla passa ad Alcaraz: riuscirà ad adattarsi rapidamente a questo nuovo piano tattico studiato dal circuito?
La risposta, come sempre, arriverà in campo.
Analisi tratta dal sito spegnolo Punto de Break