Tre italiani nella seconda settimana del Roland Garros. Non era scontato, soprattutto dopo l’uscita di scena di Jannik Sinner, e invece il sabato parigino ha restituito un segnale forte al tennis azzurro. Flavio Cobolli, Matteo Berrettini e Matteo Arnaldi hanno conquistato gli ottavi di finale con tre partite molto diverse, ma unite da un tratto comune: cuore e testa davanti a tutto.
La copertina, per intensità emotiva, se la prende Matteo Berrettini. Il romano ha battuto Francisco Comesana in cinque set, 7-6, 5-7, 6-7, 6-4, 7-6, dopo oltre cinque ore di battaglia. Un successo arrivato annullando due match point e chiudendo un super tie-break tiratissimo. Per Berrettini è una vittoria importantissima visto che riporta il suo tennis in una zona importante di uno Slam. Il prossimo ostacolo sarà Juan Manuel Cerundolo.
Berrettini ha vinto con esperienza, servizio, nervi e capacità di restare aggrappato alla partita. Anche perché in giornate così, soprattutto sulla terra del Roland Garros, conta sopravvivere anche ai passaggi negativi. E lui lo ha fatto, trasformando una partita complicata in una vittoria importantissima.
Diverso, ma altrettanto importante, il percorso di Flavio Cobolli. Il romano ha superato Learner Tien con un successo netto, 6-2, 6-2, 6-3, dominando una partita mai davvero in discussione. Cobolli ha imposto ritmo, solidità e presenza fisica, lasciando poco spazio allo statunitense e raggiungendo gli ottavi senza perdere set nel torneo.
La sua è stata la vittoria più pulita della giornata azzurra. Contro Tien ha dato l’impressione di controllare ogni fase del match, senza concedere all’avversario la possibilità di costruire una vera reazione. È un segnale di maturità. Agli ottavi lo attende Zachary Svajda, reduce dal successo in cinque set contro Francisco Cerundolo.
Più sofferta, quasi estrema, la vittoria di Matteo Arnaldi. Il sanremese ha battuto Raphae Collignon dopo 4 ore e 58 minuti, imponendosi 6-4, 6-7, 5-7, 6-4, 7-6 al termine di una partita durissima, chiusa al super tie-break del quinto set. Una vittoria di testa e cuore, perché Arnaldi si è trovato sotto due set a uno, ha rischiato di vedere scivolare via una grande occasione e invece è rimasto dentro il match fino all’ultimo punto.
La partita contro Collignon aveva un coefficiente di difficoltà alto. Il belga arrivava dal successo contro Ben Shelton, testa di serie numero 5, battuto in tre set al turno precedente. Non era dunque un avversario di passaggio, ma un giocatore in fiducia, capace di colpire con continuità e di restare lucido nei momenti importanti. Arnaldi ha saputo assorbire il colpo dopo il secondo e il terzo set persi, ha ritrovato ordine nel quarto e ha poi gestito con personalità il finale, in una sfida in cui gli equilibri si sono spostati di continuo.
È una vittoria che pesa anche per il contesto. Arnaldi aveva già firmato uno dei risultati più importanti del suo torneo eliminando Stefanos Tsitsipas, e con questo nuovo successo conferma di avere una tenuta da Slam. Non solo qualità di gioco, ma resistenza mentale, capacità di soffrire e di restare competitivo. Insomma, Matteo sembra tornato.
Il dato complessivo comunque è quello più rilevante: l’Italia porta tre giocatori agli ottavi del Roland Garros. È la settima volta che accade nella storia del torneo, un risultato che conferma la profondità del movimento maschile anche in un’edizione segnata dall’eliminazione prematura del suo principale riferimento.