Zverev

3 Giugno 2026

Stefano Cagelli

Scambiare l’oro olimpico per una vittoria Slam? La risposta di Zverev è netta

Alexander Zverev continua la sua corsa al Roland Garros 2026. Il tedesco ha conquistato l’accesso alla sua quinta semifinale parigina superando nei quarti di finale lo spagnolo Rafa Jodar, confermando un eccellente stato di forma. Al termine dell’incontro, il numero uno tedesco si è presentato in conferenza stampa affrontando diversi temi: dalla rincorsa al primo titolo Slam della carriera all’ascesa delle nuove generazioni, fino a un’affermazione destinata a far discutere.

Alla domanda se sarebbe disposto a scambiare la medaglia d’oro conquistata ai Giochi Olimpici di Tokyo 2021 con un titolo del Grande Slam, Zverev ha risposto senza alcuna esitazione: «Non c’è alcuna possibilità».

L’oro olimpico vale più di uno Slam

Per il tedesco, il trionfo olimpico rappresenta qualcosa di unico nel panorama tennistico. «La medaglia d’oro è la cosa più difficile da vincere. Hai una sola opportunità ogni quattro anni ed è qualcosa che pochissimi giocatori riescono a ottenere. Inoltre giochi per il tuo Paese e per le persone che ti seguono da casa. Non la scambierei mai con nulla», ha spiegato Zverev.

Un’affermazione che evidenzia quanto il successo ottenuto a Tokyo occupi un posto speciale nella sua carriera, nonostante l’assenza, almeno per il momento, di un titolo Major nel suo palmarès.

La chiave del successo contro Jodar

Analizzando la vittoria nei quarti, Zverev ha ammesso di aver avuto bisogno di tempo per adattarsi alle condizioni di gioco. «All’inizio lui stava giocando molto meglio di me. Ha trovato il ritmo più rapidamente, mentre io ero più difensivo e cercavo di utilizzare molto spin, come nei giorni precedenti. Oggi però non stava funzionando. Quando ho trovato il mio ritmo, le cose sono cambiate e credo di aver disputato una buona partita».

Il tedesco ha inoltre elogiato il giovane avversario, sottolineandone la capacità di mettere pressione da entrambi i lati del campo e la rapidità nel passare dalla difesa all’attacco.

Negli ultimi mesi il circuito ATP sta assistendo all’emergere di numerosi giovani talenti. Un tema inevitabilmente affrontato anche con Zverev, che però preferisce concentrarsi esclusivamente sul proprio percorso. «Ci sono tanti giovani che stanno giocando un tennis fantastico. Ma io penso soltanto alla prossima partita e a ciò che posso controllare. Devo avere fiducia nel mio gioco e nel mio lavoro».

Gli italiani convincono, Arnaldi la sorpresa

Tra gli argomenti trattati anche l’ottimo rendimento degli azzurri a Parigi. Zverev ha parlato in particolare di Matteo Berrettini, Flavio Cobolli e Matteo Arnaldi. «Quello che conosco meglio è Matteo Berrettini. Non sono sorpreso dal suo ritorno ad alti livelli, perché ha sempre avuto il tennis per farlo. Se devo indicare una sorpresa, probabilmente direi Arnaldi, soprattutto considerando la sua classifica e ciò che aveva fatto in passato. Ma è un giocatore davvero forte. Di Cobolli conosciamo il potenziale e sappiamo tutti quanto possa essere pericoloso Berrettini».

Obiettivo finale

Per conquistare finalmente il primo Slam della carriera, Zverev ha individuato una ricetta tanto semplice quanto efficace. «Devo semplicemente giocare bene. Ho fiducia nel mio tennis e in me stesso. Se riesco a esprimere il mio livello migliore, quello rappresenta il 99% del lavoro».

Parole che confermano la determinazione del tedesco, sempre più vicino a un traguardo inseguito per anni. Ma una cosa è certa: qualunque sia il risultato a Parigi, il suo oro olimpico resterà intoccabile.