4 Giugno 2026

Stefano Cagelli

L’amarezza di Berrettini dopo il ritiro al Roland Garros: anche Wimbledon è in dubbio

Una giornata che avrebbe dovuto essere di festa si è trasformata in un nuovo, doloroso capitolo della lunga battaglia di Matteo Berrettini contro gli infortuni. Il tennista romano, dopo il ritiro nel quarto di finale al Roland Garros contro Matteo Arnaldi, si è presentato in conferenza stampa con il volto nascosto sotto un cappellino, il passo lento e lo sguardo carico di amarezza dopo il ritiro che ha interrotto il suo percorso nel torneo. Il problema si è manifestato durante il match, quando Berrettini ha iniziato ad avvertire dolore nella fase di servizio.

Ho cominciato a sentire male a metà del primo set, mentre servivo. Avevo voglia di competere e ho provato a continuare, ma più colpivo il diritto e il servizio, più il dolore aumentava. A quel punto ho deciso di fermarmi per evitare conseguenze peggiori“, ha spiegato il romano. Una decisione sofferta, ma inevitabile. Per un giocatore che ha costruito gran parte della propria carriera attorno alla lotta contro i problemi fisici, ogni ritiro rappresenta una ferita particolarmente difficile da accettare.

Non c’è nessuno che odia ritirarsi più di me. L’ho fatto troppe volte, sono stufo di farlo, ma era la cosa giusta da fare“. L’ultimo precedente risaliva agli Internazionali d’Italia dello scorso anno, quando Berrettini era stato costretto ad alzare bandiera bianca contro Casper Ruud al terzo turno. Ora, purtroppo, la lista si allunga ancora.

I dubbi sulle condizioni fisiche in vista di Wimbledon

Al momento non è ancora chiara l’entità del problema. Il dolore è localizzato nella zona dell’anca sinistra, ma serviranno accertamenti approfonditi per definire la diagnosi: “Non so ancora cosa sia. Dovrò fare tutti gli esami del caso e capire esattamente di che si tratta. Di sicuro non è un semplice fastidio. Quelli li avevo avuti già dal primo turno. Se fosse stato un problema agli addominali saprei già come gestirlo, perché ormai sono quasi un esperto. In quella zona, invece, non mi ero mai fatto male prima. Adesso lascio la parola ai medici”.

Tra il Roland Garros e Wimbledon ci sono soltanto tre settimane. Un margine temporale ridotto che rende fondamentale conoscere rapidamente la natura dell’infortunio. Al momento Berrettini non figura direttamente nel tabellone principale dello Slam londinese e, qualora la situazione non cambiasse, dovrebbe passare dalle qualificazioni. Nonostante la delusione, il finalista di Wimbledon 2021 prova a guardare oltre l’immediata amarezza.

Devo concentrarmi sugli aspetti positivi di questo torneo, anche se adesso non è semplice. Sono state due settimane bellissime e ho ricevuto tantissimi messaggi. Quelli che mi hanno fatto più piacere sono arrivati dalle persone che mi sono sempre state vicine, soprattutto nei momenti difficili“.

Resta il rimpianto per un finale diverso da quello immaginato: “Avrei voluto chiudere questo torneo in un altro modo. Magari perdendo sul campo, per poi sedermi a bere una birra e pensare alle cose positive. Invece ho preferito fermarmi. Quando ti spacchi qualcosa, spesso resti fuori tre mesi, e volevo evitare che accadesse di nuovo“.