Berrettini US Open

1 Settembre 2026

Stefano Cagelli

Berrettini riparte da New York: “Nei momenti importanti ho fatto le scelte giuste”. Poi l’allarme sulle scommesse

Matteo Berrettini ritrova il sorriso a New York. L’azzurro supera Stan Wawrinka al primo turno degli US Open e si prende una vittoria che vale più del semplice passaggio al turno successivo: per il romano è un’altra prova di carattere contro un avversario con cui, pochi mesi fa a Wimbledon, aveva già dato vita a una battaglia memorabile.

«È stata una bella lotta», ha raccontato Berrettini in conferenza stampa. Una partita che, nelle sensazioni, sembrava quasi ripartire da Londra. «Ero partito bene, poi mi sono un po’ incastrato», ha spiegato l’azzurro, sottolineando però l’aspetto che più lo soddisfa: la capacità di reagire quando il punteggio pesava di più.

La chiave sono stati soprattutto i primi due set, entrambi decisi al tie-break. «Nei momenti importanti sono riuscito a fare le scelte giuste e a tirar fuori l’energia giusta». Una volta messi in tasca quei due parziali, Berrettini è riuscito a sciogliersi: «Nel terzo sono andato avanti subito e da lì in poi mi sono sentito meglio».

Lo slice e una soluzione tattica che ha funzionato

Contro un giocatore capace di generare la potenza di Wawrinka da fondo campo, Berrettini ha scelto anche di togliere ritmo allo svizzero. E una delle armi decisive è stata lo slice di rovescio.

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«L’ho variato bene», ha spiegato Matteo. L’obiettivo era evitare uno scambio continuo in topspin, terreno sul quale la pesantezza di palla di Wawrinka può diventare particolarmente difficile da gestire. Lo slice gli ha invece permesso di cambiare traiettorie e tempi dello scambio, trovando quella solidità dalla parte del rovescio necessaria per costruirsi poi la possibilità di comandare con il diritto.

Non è mancato un momento curioso nel terzo set, quando Berrettini ha contestato un possibile doppio tocco di Wawrinka. Tra i due, amici fuori dal campo, ne è nato anche un siparietto scherzoso. Meno divertita la reazione dell’italiano alla procedura utilizzata per la video review: Berrettini si è detto sorpreso dalla scelta di non utilizzare il rallentatore per valutare l’episodio. «Secondo me il senso del VAR è proprio quello: vedere al rallentatore ciò che è successo».

Ora Navone: «Ha alzato il livello anche sul cemento»

Al secondo turno Berrettini non troverà Novak Djokovic, ma Mariano Navone. L’azzurro non sottovaluta l’argentino, che conosce bene e contro il quale ha perso l’ultimo precedente.

«Sarà una partita molto complicata», ha avvertito Matteo. Navone, secondo Berrettini, sta attraversando un buon momento e soprattutto ha compiuto progressi su una superficie che storicamente non rappresenta il suo terreno preferito: «Sta giocando bene e ha alzato di livello anche sul cemento».

Berrettini ha avuto anche parole di grande rispetto per Djokovic, alle prese con problemi fisici: ciò che il serbo continua a fare alla sua età e dopo tutto quello che ha già vinto resta, secondo l’italiano, «impressionante».

L’allarme sulle scommesse: «Dobbiamo proteggere i giocatori»

La parte più forte della conferenza stampa è arrivata però lontano dal tennis giocato. Interpellato sul rapporto fra circuito e scommesse, Berrettini ha raccontato un episodio inquietante che ha coinvolto direttamente la sua famiglia.

Durante il Roland Garros, ha spiegato, suo fratello ha ricevuto sul telefono messaggi contenenti minacce rivolte alla famiglia dopo una vittoria di Matteo. L’episodio è stato segnalato all’ATP e denunciato.

Per Berrettini il problema va affrontato soprattutto pensando ai giocatori più giovani, che possono essere particolarmente vulnerabili davanti a intimidazioni di questo tipo. «Dobbiamo proteggere i giocatori e fare tutto il possibile per creare un ambiente sicuro per tutti», ha sottolineato, auspicando una struttura più forte e persino un organismo specificamente dedicato alla loro tutela.

Il romano ha ricordato anche quanto il problema fosse percepibile nei tornei Challenger, dove il controllo dell’ambiente intorno ai campi può risultare più difficile. La sua posizione sul betting, tuttavia, non è di chiusura assoluta: se regolamentate e controllate, le scommesse fanno ormai parte dell’ecosistema economico dello sport. Il confine invalicabile è un altro: la sicurezza di chi scende in campo.

Da New York, dunque, Berrettini porta via dal primo turno molto più di una vittoria. Due tie-break conquistati nei momenti più delicati, indicazioni positive dal punto di vista tecnico e la sensazione di aver ritrovato quella capacità di scegliere e reagire sotto pressione che, quando sta bene, è sempre stata una delle qualità più importanti del suo tennis.