C’è stato un momento, all’inizio della stagione, in cui sembrava impossibile immaginare un torneo senza Carlos Alcaraz e Jannik Sinner. I due dominatori del circuito, uno di fronte all’altro, pronti a dare vita all’ennesima battaglia in nome di un titolo prestigioso, sulla falsa riga di quanto era avvenuto in uno storico 2025 contrassegnato dalle finali slam al Roland Garros, a Wimbledon e allo US Open, ma non solo. Una rivalità generazionale, capace di trasformare ogni sfida in un appuntamento dalla portata globale.
Poi, quasi all’improvviso, qualcosa si è rotto. Non la rivalità, non l’equilibrio tra due campioni destinati a contendersi il vertice per anni. Si è spezzata la continuità. Gli infortuni hanno separato Sinner e Alcaraz proprio quando il tennis aveva più bisogno di loro. E così il 2026, partito con premesse molto diverse, ha cominciato ad assumere i tratti di un appuntamento mancato… Alla fine, l’azzurro e il murciano si sono affrontati in appena cinque tornei: Australian Open, Doha, Indian Wells, Miami e Monte Carlo. L’ultimo confronto, quello del Masters 1000 monegasco, si è disputato il 12 aprile. Da quel giorno, per mesi, Jannik e Carlos hanno seguito due percorsi paralleli, lontanissimi l’uno dall’altro. Entrambi segnati da imprevisti fisici non di poco conto.
Sinner, una stagione da record prima dello stop
Come noto Sinner ha già annunciato la fine della sua stagione rimandando il rientro in campo al 2027. Decisione sofferta ma ponderata, presa assieme al suo staff per recuperare da un infortunio al ginocchio destro. Jannik non ha difeso il titolo a Pechino e non difenderà quelli vinti a Vienna, Parigi e alle Finals di Torino. Un boccone durissimo da digerire, che gli costerà la vetta del ranking mondiale.
Eppure, per il classe 2001 altoatesino, sarebbe sbagliato raccontare questa stagione soltanto attraverso ciò che non succederà. Jannik, archiviata la delusione di Melbourne, era riuscito ad instaurare un dominio di proporzioni irreali. Lo aveva fatto inanellando i primi cinque Masters 1000 della stagione (Indian Wells, Miami, Monte Carlo, Madrid e Roma) e diventando così il primo giocatore nella storia, dal 1990, a riuscirci consecutivamente. Con il trionfo al Foro, Sinner ha anche completato il Career Golden Masters, cioè la vittoria di tutti e nove i Masters 1000 almeno una volta in carriera. Prima di lui ci era riuscito soltanto Novak Djokovic, all’età di 31 anni.
Dall’altra parte, Alcaraz aveva vinto l’Australian Open (completando il Career Grand Slam) ed il torneo dei Doha, e – dopo le delusioni sul cemento americano – si stava riorganizzando per rimettersi in scia dell’amico-rivale lanciatissimo verso un’annata da schiacciasassi. L’opportunità ghiotta opportunità sulla terra rossa del Principato, ma Carlos non riuscì a sfruttarla. Si pensò che fosse solo la quinta sfida di un 2026 che ne avrebbe proposte molte altre. Pochi giorni più tardi, però, la storia ha preso un’altra direzione.
Alcaraz, il lungo stop per infortunio al polso. Per Sinner ultimo ballo a Wimbledon, poi l’arrivederci
La finale persa a Montecarlo, infatti, è stata per Alcaraz l’ultima partita giocata per i successivi quattro mesi e mezzo. Un periodo caratterizzato da un serio problema al polso destro accusato durante il match d’esordio a Barcellona contro Otto Virtanen. Carlos vinse la partita, ma gli esami medici effettuati in seguito lo costrinsero a ritirarsi dal torneo. Da lì cominciò un’assenza che si sarebbe allungata molto più del previsto. Prima Madrid, Roma e il Roland Garros. Poi altre rinunce al Queen’s e a Wimbledon: il polso faceva ancora male e l’iberico decise di non rischiare un rientro prematuro.
Intanto, Sinner si presentava al Roland Garros come favorito assoluto alla conquista del titolo. Ma, proprio a Parigi, ecco il primo campanello d’allarme nella stagione dell’azzurro: al secondo turno, in condizioni particolarmente difficili, veniva sconfitto in cinque set dal non irresistibile Juan Manuel Cerundolo. Una crepa vistosa su un percorso che fino a quel momento sembrava inarrestabile.
Jannik, però, ha poi reagito alla sua maniera centrando il successo a Wimbledon. All’All England Club ha difeso il titolo conquistato dodici mesi prima battendo Alexander Zverev in finale per 6-7, 7-6, 6-3, 6-4. Il secondo sigillo consecutivo sull’erba londinese, il quinto titolo Slam della carriera e il sesto della stagione. Il suo bilancio, a quel punto, era di 44 vittorie e appena 3 sconfitte. La cosa più incredibile è che quella sarebbe stata l’ultima partita dell’anno… Nelle settimane successive, infatti, è poi emerso il problema al ginocchio di cui oggi tutti stanno parlando. Inizialmente, sembrava un piccolo acciacco che sarebbe rientrato con il riposo, sacrificando i Masters 1000 di Montreal e Cincinnati, per presentarsi allo US Open al top della forma. Poi, però, Jannik ha saltato anche l’appuntamento di New York ed ha rinunciato a difendere il titolo all’Atp 500 di Pechino. Il resto, è storia di recente attualità: alla vigilia del Masters 1000 di Shanghai, Jannik ha annunciato la chiusura anticipata della sua stagione per evitare problemi futuri.
Sinner-Alcaraz, appuntamento al 2027. Intanto Zverev si prende la corona
A questo punto, il parallelismo tra le annate di Sinner ed Alcaraz diventa impressionante: entrambi avevano iniziato la stagione da protagonisti assoluti, entrambi sono stati costretti a saltare una delle fasi clou del calendario. Lo scherzo del destino risiede nel fatto che non appena l’uno è tornato abile e arruolabile, l’altro è stato costretto a uscire mestamente di scena. Insomma, se nel 2025 il tennis aveva trovato la sua coppia di riferimento, nel 2026 ha potuto ammirarla solo separatamente. In questo contesto, il bravissimo Zverev si è preso lo spazio lasciato vuoto aggiudicandosi due titoli Slam ed assicurandosi la leadership nel ranking per la prima volta in carriera (è solo questione di tempo affinché sorpassi Jannik). Teoricamente, il tedesco avrebbe anche l’opportunità di allungare in modo considerevole in classifica dando vita ad una reggenza dalla durata significativa. Eppure, aleggia la sensazione che tutto ciò che non si è vissuto durante questa stagione sia solo rimandato. Il duello Sinner-Alcaraz riprenderà, e siamo convinti che lo farà nella maniera più travolgente possibile, lasciando solo le briciole alla concorrenza.