26 Giugno 2026

Giuseppe Canetti

Draper rinasce a Eastbourne sotto gli occhi di Murray, sarà la mina vagante a Wimbledon?

«Ho subito molti infortuni, ma non sono un atleta infortunato. Sono un atleta forte e mi sto riorganizzando per tornare dove voglio essere». Parole a cui Jack Draper sta dando seguito sull’erba dell’Atp 250 di Eastbourne, dove ha raggiunto la semifinale inanellando gli scalpi di Marcos Giron (6-4, 7-6), Jack Pinnington Jones (7-5, 6-4) e Gabriel Diallo (6-1, 6-4). Dopo circa un anno di calvario, il britannico sembrerebbe aver ritrovato la brillantezza di un tempo. La domanda che tanti si pongono è: lo rivedremo presto ai vertici della classifica? Può davvero rappresentare la mina vagante a Wimbledon?

Draper, Eastbourne come trampolino di (ri)lancio

Come sempre, le risposte sono affidate al campo. Ma le sensazioni trasmesse dall’ex numero 4 al mondo lasciano ben sperare in vista del prossimo futuro. La facilità con cui il nativo di Sutton sta sbaragliando la concorrenza sul verde di Devonshire Park suggerisce che, effettivamente, Jack possa vivere una parentesi di Wimbledon tutt’altro che transitoria, a maggior ragione se si pensa ai tanti forfait illustri arrivati nelle ultime settimane. Su tutti quelli di Carlos Alcaraz e Lorenzo Musetti, ma anche alle defezioni dei vari Holger Rune, Tomas Machac e Valentin Vacherot.

Foto Instagram Draper

Draper si giocherà quest’oggi – venerdì 26 giugno – il biglietto per la finale di Eastbourne contro il francese Ugo Humbert. Qualora dovesse continuare spedito la sua marcia, affronterà nell’ultimo atto il vincente della sfida tra il connazionale – vera rivelazione del torneo – Samuel Toby e il belga Zizou Bergs. Intanto, i tre successi ottenuti sull’erba di casa sono valsi all’inglese un balzo di 29 posizioni nella classifica Atp: aveva cominciato la settimana da numero 160 al mondo, si è già garantito la piazza numero 131 e in caso di approdo in finale avanzerà almeno di un’altra decina di caselle. Il trionfo, invece, gli assicurerebbe la 105esima piazza della graduatoria.

Insomma, Jack Draper è in rapida risalita e quell’infortunio al braccio sinistro è ormai un lontano ricordo. Qualche tempo fa, ne parlava così: «Ho iniziato a sentire dolore a metà del tour sulla terra battuta, sentivo una sorta di blocco al braccio quando colpivo di dritto e servivo. È peggiorato gradualmente e durante il tour sull’erba mi ha dato molto fastidio. Non sapevo cosa avessi, quindi dopo Wimbledon mi sono sottoposto a diversi esami […] Avevo degli ematomi all’omero del braccio sinistro. Mi hanno detto che se avessi continuato a giocare così, avrei potuto andare incontro a problemi molto, ma molto gravi. Non è stato facile, ma mi ha fatto bene stare fermo per un po’, riposarmi, e ho potuto fare molte cose».

Wimbledon, Jack la mina vagante del torneo? Con lui c’è Andy Murray

Tra le tante cose che Draper ha avuto modo di fare nel recente passato, ci sono anche riflessioni relative a un rafforzamento del suo staff mirato a velocizzare il processo di ripresa. Il volto nuovo, da qualche giorno a questa parte, è quello dell’ex numero uno al mondo, nonché due volte campione ai Championships, Andy Murray. Lo scozzese ha accettato di accompagnarlo nella stagione sull’erba: «Avere qualcuno che crede in te come persona e come giocatore, qualcuno che è stato una delle tue più grandi fonti di ispirazione, è una cosa molto positiva. Abbiamo un rapporto davvero speciale. Mi dà un po’ più di energia, soprattutto in un momento in cui sto tornando in campo e ho bisogno di avere quell’energia positiva intorno a me», ha detto Jack in conferenza stampa a Eastbourne.

Murray seguirà Draper ovviamente anche a Wimbledon, evento nel quale il britannico potrebbe recitare il ruolo di pericolosa mina vagante del torneo. Diciamo questo perché lo giocherà da “non testa di serie”, e dunque potrebbe affrontare qualcuno tra i top già nei primissimi turni. Poi si sa, il passo da “mina vagante” ad “outsider di lusso” è sempre molto breve quando l’atmosfera è frizzante e il palcoscenico di prestigio assoluto: l’erba dell’All England Club ci ha spesso regalato storie pazzesche, chissà che quest’anno non possa rispolverare la tradizione.