Joao Fonseca

16 Luglio 2026

Federico Vincenti

Fonseca e le lezioni dai big: “Con Sinner, Alcaraz e Zverev ho capito dove devo migliorare”

Il talento brasiliano racconta le sfide contro i primi tre del mondo: “Ho perso, ma ne traggo solo aspetti positivi. Sono più maturo”

Joao Fonseca guarda alla prima parte della stagione consapevole di essere ancora dentro un percorso di crescita. Il brasiliano, classe 2006, ha vissuto mesi intensi, tra risultati importanti e qualche passaggio a vuoto, inevitabile per un giocatore al secondo anno da professionista.

Negli Slam non sempre è riuscito a rispettare le aspettative altissime costruite attorno al suo talento, fatta eccezione per il cammino fino ai quarti di finale al Roland Garros. Nei Masters 1000, invece, il miglior risultato è arrivato a Monte Carlo, dove si è spinto fino ai quarti.

Il giovane brasiliano ha avuto la possibilità di affrontare i primi tre giocatori del mondo: Jannik Sinner, Carlos Alcaraz e Alexander Zverev, incrociati rispettivamente nei Masters 1000 di Indian Wells, Miami e Monte Carlo. Un confronto utile per capire la distanza dai migliori e individuare gli aspetti su cui lavorare.

“È stato ottimo poter affrontare questi tre giocatori e, anche se ho perso contro tutti loro, ne traggo solo aspetti positivi”, ha spiegato Fonseca in un’intervista a ESPN Brasil. “Ho potuto vedere in quali aree erano molto migliori di me, in quali aspetti eravamo vicini e cosa potevo fare meglio di loro”.

Per il brasiliano, quelle sconfitte sono diventate materiale di studio. Non soltanto partite perse, ma occasioni per crescere e comprendere meglio le esigenze del tennis di altissimo livello.
“Alla fine tutto questo mi ha permesso di imparare molto e di continuare a progredire. Mi sono evoluto e sono più maturo”, ha sottolineato. Tra i momenti più significativi della sua stagione resta anche la vittoria contro Novak Djokovic al Roland Garros, arrivata al quinto set dopo una rimonta da due set di svantaggio. Un successo che Fonseca ricorda ancora con incredulità.
“Quando ho vinto non riuscivo a crederci. Mi stavo semplicemente godendo il momento”, ha raccontato. “Poi, quando ho visto la mia squadra, li ho abbracciati e mi sono chiesto: ‘Cosa è successo?’ Il solo fatto di essere in campo con lui era surreale, ma il modo in cui tutto si è svolto ha reso questa esperienza ancora più speciale”.

Il talento c’è, il percorso è ancora lungo. Fonseca lo sa, e proprio le sfide contro Sinner, Alcaraz, Zverev e Djokovic gli hanno dato una misura più chiara del livello da raggiungere.