Jannik Sinner non prenderà parte allo US Open, dopo aver rinunciato ai Masters 1000 di Montreal e Cincinnati. La notizia ufficiale è giunta venerdì 21 agosto, a poche ore di distanza dall’annuncio della presenza di Carlos Alcaraz a Flushing Meadows, ed ha destato grande scalpore tra appassionati ed addetti ai lavori, nonostante fosse nell’aria già da qualche giorno (l’ultimo numero uno al mondo a saltare l’appuntamento newyorkese era stato Pete Sampras, 27 anni fa, nel 1999). Il ginocchio dell’azzurro ha ancora bisogno di riposo. L’altoatesino e il suo staff hanno dunque scelto la via della cautela in vista di un finale di stagione ricchissimo di impegni, nonché contrassegnato da tanti altri titoli da difendere: parliamo di cambiali pesantissime in termini di punti nel ranking Atp.
A proposito di ciò, la buona notizia è che il forfait al quarto slam dell’anno non determinerà , per Sinner, la perdita della sua leadership nella graduatoria mondiale. Sta di fatto però che, assieme alle defezioni a Montreal e Cincinnati, l’assenza dell’altoatesino negli States porterà inevitabilmente una variazione negli scenari nelle zone di vertice della classifica. Considerando infatti l’enorme mole di punti guadagnati da Jannik nella parte conclusiva del 2025, Zverev e Alcaraz avranno enormi margini per accorciare le distanze e tentare un controsorpasso che avrebbe semplicemente del clamoroso: vediamo come si presenta il quadro completo della situazione.
Sinner, il forfait allo US Open e il finale di stagione: numero uno a rischio?
Procediamo in ordine cronologico, dando uno sguardo alla classifica live aggiornata dopo i quarti di finale del Masters 1000 di Cincinnati. Nel momento in cui vi scriviamo, sia a Sinner che ad Alcaraz sono già stati sottratti i punti che avevano guadagnato nell’edizione 2025: il classe 2001 italiano guida il ranking con un bottino di totale di 12,800. Alle sue spalle c’è Alexander Zverev, che – eliminato in Ohio da Tommy Paul – insegue a quota 7,790. Dietro il tedesco ecco Carlitos, il quale è tornato ad arretrare in terza posizione, con un bottino di 7,160 lunghezze.
Sinner ha dunque 5,010 punti di vantaggio su Zverev e 5,640 punti di vantaggio su Alcaraz. A tale divario tuttavia andranno sottratti i 1,300 punti che l’azzurro vedrà svanire saltando lo US Open (scenderà a 11,500), dove Sascha potrebbe dare una bella accelerata alla sua rincorsa, dato che lo scorso anno si fermò al terzo turno e racimolò soltanto 100 punti Atp. Alcaraz, dal canto suo, essendo campione in carica non ha punti da guadagnare, ma qualora riuscisse a confermare il titolo si porterebbe a 4,340 lunghezze dal tirolese.
Guardando oltre?
Guardando oltre, lo scenario continua a proporre leggera apprensione sul versante altoatesino. Basti pensare che lo scorso anno, Jannik fu capace di inanellare ben quattro titoli (Pechino, Vienna, Parigi e Atp Finals) ed oltre 4,000 punti nel suo straordinario finale di stagione. Vero che molto dipenderà anche dal rendimento di Zverev ed Alcaraz, me è altrettanto realistico affermare che, qualora il tennista nostrano non dovesse riuscire a replicare i risultati del 2025, potremmo assistere ad un epilogo di 2026 caratterizzato da una volata a tre per il riconoscimento Re del circuito di fine anno. Impensabile fino a qualche settimana fa, prospettiva diventata improvvisamente concreta in questi giorni di torrida estate. Staremo a vedere.