Jannik Sinner è il nuovo re di Wimbledon. Il n.1 del mondo supera in 4 set 4-6 6-4 6-4 6-4 Carlitos Alcaraz dopo una partita magnifica in cui l’altoatesino è salito in cattedra dopo aver perso il primo set. È la rivincita di Parigi. Per la prima volta nella storia del tennis italiano, un giocatore azzurro solleva il trofeo più prestigioso del circuito, al termine di una finale sontuosa contro Carlos Alcaraz, chiusa in quattro set dopo quasi tre ore e mezza di battaglia. Una vittoria limpida, autoritaria, che sancisce non solo la definitiva consacrazione del tennista altoatesino, ma anche l’inizio di una nuova fase della rivalità con lo spagnolo, il terzo atto in una finale Slam negli ultimi dodici mesi.
Alcaraz, già due volte campione qui a Church Road, era partito meglio, aggiudicandosi il primo set grazie a una zampata nel finale, dopo essere stato sotto 2-4. Ma Sinner non si è scomposto. È rimasto lì, solido, preciso, sempre in spinta, alzando costantemente il livello col passare dei game. Ha preso il secondo e il terzo set con due break chirurgici, mostrando una calma glaciale nei momenti decisivi. E nel quarto, mentre il pubblico tratteneva il fiato, ha resistito agli ultimi assalti di Alcaraz, portandolo fino al tie-break e lì dominandolo con la maturità di un veterano.
Il campo centrale era gremito in ogni ordine di posto, con il Royal Box a brillare di teste coronate e celebrità: William, Kate, i principini George e Charlotte per il Regno Unito, Re Felipe VI per la Spagna. E poi ambasciatori, star di Hollywood, leggende del tennis. Ma gli occhi erano tutti per loro due, i nuovi signori del tennis mondiale. E oggi, più che mai, il re è Sinner.
Commovente il finale: Jannik che sale la scaletta fino al suo angolo, abbraccia il team, ringrazia i familiari. Ha perso il primo set, ma non il filo della partita.
“Prima di iniziare con Carlos ci siamo detti che non avremmo mai pesato di essere in questa posizione. Quando sei giovane vincere Wimbledon è il sogno dei sogni e ora lo sto vivendo il mio sogno”, ha sottolineato emozionato al termine del match. Perché, in fin dei conti, servono anni di sudore e fatica per arrivare a questo sogno. Il numero uno al mondo si prende così anche il campo più sacro del tennis. Bravissimo Jannik.

