Si scrive Novak Djokovic, si legge “l’uomo dai mille record”. Nelle scorse ore, allo US Open, il nativo di Belgrado ne ha inanellati (almeno) un altro paio, diventando innanzitutto il tennista più anziano a raggiungere i quarti di finale in tutti gli Slam dell’anno, nonché il tennista in assoluto ad esserci riuscito più volte – nove! – in carriera.
US Open, Djokovic passa in modalità “on fire”. Ora sfida a Taylor Fritz
Si tratta di statistiche maturate grazie affermazione sul tedesco Jan-Lennard Struff col punteggio di 6-3, 6-3, 6-2. Un successo netto per Nole, dopo un inizio di cammino contrassegnato da svariate difficoltà. Ai quarti, il serbo si troverà dall’altra parte della rete il padrone di casa Taylor Fritz, col quale può vantare un parziale di 10-0 nel computo dei precedenti.
«Mi aspetto qualcosa di diverso, me lo aspetto sempre dai giocatori che non sono mai riusciti a battermi. Mi aspetto che scendano in campo e cerchino di farmi sentire a disagio, di essere più aggressivi o altro. Anche se ovviamente non credo apporterà grossi cambiamenti al suo gioco. Continuerà a seguire il piano che l’ha portato qui, i suoi punti di forza, ovvero servizio e dritto», ha esordito Djokovic in conferenza stampa guardando alla sfida col californiano. «La sua mobilità è migliorata molto nel corso degli anni, anche il rovescio è più solido, molto piatto. Per essere un ragazzo alto, si muove bene, penso che sia piuttosto sottovalutato», ha aggiunto.
Fritz, finalista in carica, è ancora alla ricerca del suo primo titolo Major e scenderà in campo guidato da una forte determinazione. Nole ne è ben consapevole. «Quando insegui il tuo primo Grande Slam hai molta energia. Bisogna anticipare, avere visione, è l’obiettivo che sognano tutti i giocatori, ogni giovane che inizia la sua carriera sogna la vittoria di un Grande Slam. Per Taylor, immagino che il suo sogno sarebbe quello di vincere qui, il torneo di casa. Ha il potenziale per farlo, ha giocato la finale qui l’anno scorso, non c’è motivo di credere che non possa farcela. Spero che non sia quest’anno, ma qualsiasi altro anno andrà bene», ha sottolineato scherzando.
Dal canto suo, l’ex numero uno al mondo spera che l’incontro verrà programmato ad un orario (per lui) favorevole. Per il resto, è finalmente soddisfatto del livello raggiunto a Flushing Meadows: «Mi piacerebbe giocare di notte, sarebbe fantastico, gioco di notte da diversi round. So cosa devo fare e come eseguire il mio piano di gioco, anche se si può essere influenzati da molte cose in campo. In questo momento ciò che mi incoraggia è il modo in cui ho giocato stasera, è stata la mia migliore partita finora, quindi spero di continuare così».
Djokovic: «Ecco cosa chiederei a Federer e Nadal. 25° Slam? Ho imparato a ragionare partita per partita»
Battendo Fritz, Djokovic potrebbe diventare il giocatore più anziano a raggiungere una semifinale slam dai tempi di Connors (1991, New York). «Ricordo quel torneo, anche se ero molto giovane, quindi non lo ricordo neanche molto chiaramente, ma dagli anni successivi ho iniziato a guardare molto di più il tennis, man mano che crescevo. Ricordo che la gente parlava di quella prestazione come di una delle più iconiche nella storia di questo sport. Jimmy Connors è uno dei più grandi di tutti i tempi, una delle più grandi leggende del tennis. Soprattutto pensando a questo torneo, l’ha vinto cinque volte, infiammando la folla come nessun altro giocatore è mai riuscito. Il solo fatto di essere nella stessa frase con Jimmy è già un grande onore per me», ha commentato Nole.
Nel corso della conferenza, un giornalista ha tirato in ballo anche Federer e Nadal: «Cosa gli chiederei in privato? Farei loro un sacco di domande. Inizierei chiedendo come si avvicinavano alle loro partite contro di me, cosa sentivano di dover fare per battermi, in quali situazioni erano sconvolti? Come si erano allenati, come si preparavano mentalmente. Mi piacerebbe sapere come funzionava il loro cervello in quelle situazioni, sarebbe fantastico. Vedremo se succederà mai».
Tornando infine ai record, immancabile la domanda sul 25° titolo slam in bacheca che potrebbe arrivare proprio negli States. Djokovic è apparso sognante ma comunque realista, spiegando che ha un nuovo modo di approcciare ai tornei. «Potrebbe essere il più grande risultato della mia carriera, ma è ancora molto lontano. Negli ultimi due anni ho imparato a ragionare partita per partita, anche se di sicuro sogno di vincere un altro Grande Slam. L’ultimo che ho vinto è stato qui due anni fa, quindi sarebbe fantastico chiudere il cerchio due anni dopo, ma al momento non posso permettermi di pensare oltre. Ho bisogno di concentrarmi su ciò che devo fare per vincere il mio prossimo match, la mia prossima sfida», ha chiosato.
