2 Settembre 2025

Stefano Maffei

Dall’orlo del fallimento allo US Open, la parabola di Blanchet

Ugo Blanchet, tennista francese classe 1999, è diventato uno dei protagonisti più inattesi dello US Open 2025. Fino a poco tempo fa il suo percorso sportivo sembrava destinato a un ruolo marginale nei tornei minori, con prospettive di ritiro a causa di difficoltà economiche e risultati altalenanti. Ad oggi, invece, ha raggiunto il terzo turno di uno slam, coronando un percorso di crescita che rappresenta una parabola sportiva significativa e che può essere fonte di grande ispirazione per chi, come lui, ha faticato tutta la vita per imporsi nel tennis dei grandi.

Gli inizi e le difficoltà economiche

Blanchet inizia la carriera professionistica nei tornei ITF Futures e Challenger, accumulando punti, ma senza risultati di rilievo (vince sei titoli tra M15 e M25 dal 2021 al 2023). I guadagni ridotti, spesso intorno alle poche centinaia di euro per un intero torneo, non gli permettono di coprire le spese di viaggio e allenamento. Nel 2023 valuta seriamente di interrompere la carriera, per non gravare economicamente sulla famiglia. I guadagni ridotti e le scarse aspettative su una carriera che fatica a decollare sono i principali motivi del crollo psicologico dell’atleta. La decisione di continuare, però, è frutto di una conversazione con i genitori, che lo spronano a non abbandonare. Questo momento si rivela cruciale per il prosieguo della sua attività agonistica.

La svolta nei Challenger

Il primo vero risultato significativo arriva nell’ottobre 2023, pochi mesi dopo i pensieri di ritiro, con la vittoria del torneo Challenger di Málaga. Blanchet, partito dalle qualificazioni, vince il titolo senza perdere un set. Questo successo gli consente di entrare stabilmente nei primi 200 giocatori del ranking ATP, segnando l’inizio di una nuova fase della sua carriera. Dopo tanti sacrifici, infatti, si inizia a vedere la luce in fondo a un tunnel fino a quel momento troppo buio.

Nel 2024 si conferma con altri buoni risultati e, soprattutto, ottiene la sua prima vittoria in un tabellone principale ATP. Ad Amburgo supera Alexei Popyrin da qualificato, raggiungendo così la top150 del ranking mondiale. Pochi mesi prima, arriva la seconda finale Challenger della carriera, questa volta persa ad Oeiras.

L’ingresso nei tornei maggiori

Il 2025 segna un ulteriore passo avanti. Dopo cinque tentativi falliti, Blanchet riesce a qualificarsi per la prima volta al tabellone principale di un torneo del grande slam, il Roland Garros. Viene, però, eliminato al primo turno da Hugo Gaston, ma l’esperienza lo aiuta a prendere confidenza con il livello dei grandi eventi.

Sempre nello stesso anno prende parte al suo primo masters1000, a Toronto, dove si qualifica e viene eliminato al primo turno.

Ad inizio stagione, invece, la seconda gioia Challenger della carriera a Koblenz, dove sconfigge l’azzurro Luca Nardi in una finale molto combattuta.

Lo US Open 2025

Lo US Open rappresenta la consacrazione del suo percorso di crescita. Entrato nel tabellone principale da numero 184 del ranking, Blanchet ottiene la sua prima vittoria in uno slam battendo Fábián Marozsán al primo turno in una partita di quattro set molto combattuta.

Il risultato più importante arriva nel turno successivo, quando supera Jakub Menšík, testa di serie numero 16 e numero 16 ATP. La partita è sul filo del rasoio e si conclude, dopo un grande spettacolo, al supertiebreak del quinto set: Blanchet alza le braccia al cielo e conquista il risultato più importante della propria carriera. Questo successo lo proietta per la prima volta al terzo turno di un major, garantendogli un premio di almeno 237.000 dollari e visibilità internazionale.

Il ruolo della famiglia e dello staff

Il percorso di Blanchet non può essere compreso senza sottolineare l’importanza della sua famiglia. I genitori, Karine e Sylvain, hanno sostenuto economicamente e moralmente la sua carriera fin dall’inizio. È proprio grazie al loro supporto che ha trovato la forza di proseguire nei momenti più difficili.

Per quanto riguarda lo staff tecnico, Blanchet lavora con Stéphane Robert, ex tennista professionista, che ha contribuito a sviluppare un gioco basato su solidità tattica, servizio e diritto come armi principali.

Un ragazzo come gli altri

Andando a scavare più a fondo nella sua biografia, scopriamo come dietro a uno dei personaggi del momento ci sia il classico ragazzo della porta accanto. Nato il 5 gennaio 1999 a Saint-Julien-en-Genevois, Blanchet inizia a giocare all’età di cinque anni. A 15 anni si trasferisce a Lione per allenarsi nell’accademia di Jo-Wilfried Tsonga, sua fonte d’ispirazione negli anni.

Oltre al tennis, ha passioni che raccontano un profilo umano semplice: è tifoso dell’Olympique de Marseille, appassionato di Harry Potter, di musica rap francese e amante della cultura pop.

La parabola di Blanchet, dall’orlo del ritiro allo US Open 2025, mostra come la resilienza, il sostegno familiare e un contesto tecnico adeguato possano trasformare la traiettoria di una carriera. In poco più di due anni è passato da montepremi irrisori nei tornei minori a un terzo turno in uno slam con guadagni e prestigio significativi.

Il suo percorso rappresenta un esempio di come nel tennis, più che in altri sport, la perseveranza possa condurre a risultati inattesi. La sua storia non è ancora conclusa, ma ciò che ha già realizzato basta a inserirlo tra le sorprese più interessanti del tennis francese e internazionale degli ultimi anni.