Sinner Alcaraz Wimbledon 2025

7 Settembre 2025

Stefano Cagelli

Finale US Open, parla Nadal: “Ecco la grande differenza tra Alcaraz e Sinner”

Sono passati dieci mesi dal ritiro di Rafael Nadal. Per molti tifosi sembra un’eternità, per altri come se fosse ieri. Da quando ha appeso la racchetta al chiodo, le parole del campione maiorchino hanno assunto un peso particolare: analisi lucide, esperienza unica e la capacità di leggere il presente del tennis con lo sguardo di chi ha vissuto una carriera irripetibile.

In una lunga intervista concessa a The Athletic, Nadal ha parlato di tutto: dalla nuova rivalità tra Carlos Alcaraz e Jannik Sinner, alla straordinaria finale di Roland Garros 2025, passando per i ricordi delle sue battaglie con Roger Federer e Novak Djokovic.


Il fascino di New York e il legame con il pubblico

Nadal ha ricordato in particolare il rapporto speciale costruito con gli US Open:

“All’inizio non mi sentivo a mio agio a New York. Ho lavorato duramente per cambiare quella sensazione e alla fine ogni volta che arrivavo lì mi sentivo benissimo. Le sessioni serali sull’Arthur Ashe rimarranno per me indimenticabili”.


Le sfide con Federer e Djokovic

Ripercorrendo le rivalità che hanno segnato la sua carriera, Nadal ha ammesso quanto fosse complicato affrontare Novak Djokovic, soprattutto sul cemento:

“Dovevo essere al massimo fisicamente e colpire il dritto con più qualità. Novak era superiore a me su quella superficie, ma fino al 2013-2014 riuscivo a competere in modo adeguato. Con Roger invece era diverso: poteva chiudere i punti molto velocemente con il servizio, mentre con Novak le partite erano più combattute”.

La presenza costante di due rivali di quel livello lo spinse a migliorarsi ogni giorno:

“Non c’era tempo per rilassarsi. Dovevamo dare tutto sempre. Allenarsi significava migliorarsi, ma anche tenere il passo con loro”.


L’ombra degli infortuni

Negli ultimi anni di carriera, però, le difficoltà fisiche hanno pesato:

“Quando hai tanti problemi fisici perdi fiducia nei tuoi movimenti. Inizi a evitare certe cose per paura di farti male. Io avevo bisogno di quell’energia extra per portare il mio gioco al limite, e a un certo punto non ero più in grado di produrla”.


La finale di Roland Garros tra Alcaraz e Sinner

Nadal ha analizzato con attenzione la recente finale di Parigi, che ha visto trionfare Carlos Alcaraz dopo una battaglia memorabile contro Jannik Sinner:

“I primi tre set non furono di altissimo livello, ma il quarto e il quinto furono straordinari, tra i più emozionanti che abbia mai visto. Carlos, secondo me, ha sbagliato qualcosa tatticamente, mentre Jannik in certi momenti non ha avuto la giusta determinazione. Ma nel complesso è stata una finale incredibile”.


Sinner contro Alcaraz: stili diversi, stessa grandezza

L’analisi tecnica di Nadal mette in luce le peculiarità dei due giovani campioni:

“Sinner dà un ritmo col dritto che è difficilissimo da reggere. È rapido nel colpire la palla presto e nel passare dalla difesa all’attacco. Carlos invece è più magico e imprevedibile: ha tutti i colpi e può raggiungere picchi che Jannik a volte non tocca. Però commette anche più errori. È spettacolare da vedere perché può fare cose incredibili ma anche sbagliare, ed è questo che lo rende umano”.

Un consiglio per il suo connazionale non è mancato:

“Carlos dovrebbe migliorare un po’ nella gestione tattica di alcuni match. A volte sembra che cerchi sempre il colpo risolutivo, anche quando non sarebbe necessario”.


L’eredità di Rafa

Da spettatore privilegiato, Nadal oggi osserva il nuovo tennis con entusiasmo, senza dimenticare il peso delle sue rivalità con Federer e Djokovic. Con Alcaraz e Sinner protagonisti assoluti e Djokovic agli ultimi capitoli della carriera, lo spagnolo sa che il futuro del tennis è già iniziato — e promette spettacolo.