Si continua a parlare della trionfo di Alcaraz su Sinner allo US Open 2025. E stavolta, a soffermarsi sull’argomento è stato colui che potremmo definire l’uomo fondamentale dietro i successi del murciano. Ci riferiamo naturalmente al coach del numero uno al mondo Juan Carlos Ferrero. L’ex tennista spagnolo è intervenuto ai canali ufficiali del circuito Atp. Ha raccontato della preparazione al torneo newyorkese, rivelando di aver lavorato due settimane al fine di trovare le soluzioni per esaltare il gioco di Carlitos e limitare quello dell’azzurro.
Ferrero: «A Wimbledon la svolta, abbiamo capito che non si doveva ripetere…»
A Flushing Meadows, Alcaraz ha sfoderato un tennis molto concreto ed aggressivo, oltre che spettacolare (un po’ meno rispetto al passato, per la verità), facendo registrare ottime percentuali al servizio. Una versione micidiale dello spagnolo, a cui anche Sinner ha dovuto umilmente inchinarsi in finale.
Ferrero, tuttavia, ci ha tenuto a sottolineare che questo non è il momento di cullarsi sugli allori. «Può migliorare ancora, si può sempre migliorare. Non posso fermarmi a pensare se vincerà 20 slam. Dobbiamo vivere giorno dopo giorno. Il potenziale c’è. Non possiamo negarlo. Potrebbe vincere molti altri tornei, ma non dobbiamo dare nulla per scontato», ha esordito l’ex numero uno al mondo, vincitore del Roland Garros 2003. «Tutto deve essere ottenuto con il lavoro, come ha fatto nelle ultime settimane, e per arrivare in finale agli Australian Open dobbiamo lavorare duramente a dicembre. Pensiamo a Carlos e al fatto che lotterà sempre per questi titoli, ma sappiamo che è molto difficile e per questo lavoriamo», ha aggiunto.
A Wimbledon si era vissuta una situazione simile a quella dello US Open, ma a parti inverse. Come è maturato il ribaltone? Ferrero ha così riavvolto il nastro delle ultime settimane: «A Londra, in finale, Carlos non ha giocato bene, ha fatto quello che voleva Sinner, e abbiamo capito che non si doveva ripetere. Abbiamo preparato molto bene la finale con Jannik. Abbiamo guardato alcuni incontri e annotato vari dettagli specifici da mettere in pratica. Carlos stavolta ha giocato al 100%. È facile dirlo, ma difficile farlo. La sua è stata una partita perfetta. Ha avuto l’impegno di mettere pressione su Jannik costantemente. Questo è stato uno dei punti chiave. Entrambi colpiscono molto forte e credo che chi prende prima il controllo del match abbia un vantaggio. Carlos probabilmente ha più varietà nel gioco, ma direi che è stata la partita perfetta da parte sua e sono davvero molto orgoglioso di lui».
Partita perfetta preparata nei minimi dettagli, in due settimane di lavoro maniacale. «Abbiamo fatto 15 giorni di allenamento mirato proprio per riuscire ad affrontarlo al meglio perché sappiamo quanto Sinner sia difficile da battere sul cemento. Non posso rivelare questi dettagli altrimenti Simone Vagnozzi li scoprirebbe…», ha aggiunto ridendo.
Come dicevamo in precedenza, non è un segreto però che Alcaraz abbia compiuto un importante passo in avanti sul versante della battuta (oltre che aver presentato un nuovo rovescio dall’inizio del 2025). Lo dimostra anche il fatto che Carlos sia stato breakkato solo 3 volte in tutto il torneo, eguagliando il record di Pete Sampras. «Nello scorso dicembre abbiamo deciso di modificare un po’ il movimento al servizio. Questo è il momento della sua carriera in cui sta servendo meglio ed è stato un aspetto chiave del suo gioco sia a Cincinnati che qui a New York», ha concluso Ferrero gonfiando il petto.
