Il tema del calendario ATP e WTA continua a far discutere. Tra i tennisti cresce il malcontento per la densità degli impegni ufficiali, ma spesso gli stessi protagonisti non rinunciano a partecipare a esibizioni extra circuito. L’ultimo esempio è quello di Carlos Alcaraz, che dopo aver invocato un alleggerimento delle regole, ha già messo in programma nuovi eventi non ufficiali. Diversa la linea scelta da Jannik Sinner, che preferisce smarcarsi dalla polemica e concentrarsi su una gestione più personale dei tornei.
Le lamentele di Alcaraz
Dopo il successo a Tokyo, il numero uno del mondo ha deciso di rinunciare al Masters 1000 di Shanghai per recuperare da un problema alla caviglia. In conferenza stampa Alcaraz ha sottolineato quanto sia pesante la programmazione annuale:
“Il calendario è davvero troppo fitto, ci sono troppi tornei obbligatori, uno dietro l’altro. Hanno reso obbligatori molti Masters 1000 e ATP 500, ma così non abbiamo sempre la possibilità di scegliere. Concordo con quanto detto da Iga Swiatek: in futuro anch’io valuterò di saltare alcuni appuntamenti”.
Ma il tempo per le esibizioni non manca
Nonostante le critiche al calendario, Alcaraz non ha rinunciato a numerose esibizioni di lusso. Dopo la Laver Cup e il Six Kings Slam, lo spagnolo sarà protagonista anche in due appuntamenti americani a dicembre: il 7 a Newark contro Frances Tiafoe nell’evento “A Racquet at The Rock” e l’8 a Miami contro il giovane brasiliano Joao Fonseca. Scelte che inevitabilmente riaccendono il dibattito: da un lato le proteste per i troppi tornei ufficiali, dall’altro la volontà di non perdere occasioni mediatiche ed economiche fuori dal circuito.
Sinner: pragmatismo e nessuna polemica
Diverso l’approccio di Jannik Sinner, che dopo il trionfo a Pechino ha commentato il tema senza alimentare contrasti. L’altoatesino ha ricordato come la gestione del calendario sia spesso legata ai risultati ottenuti:
“Anch’io ho saltato diversi tornei. Quando vai avanti in un Masters 1000 o in uno Slam, ogni evento diventa più lungo e inevitabilmente sei costretto a fare delle scelte. È vero che i tornei obbligatori sono tanti, ma alla fine c’è sempre un margine di decisione. Io continuerò a scegliere in base a quello che ritengo migliore per la mia crescita”.
Due filosofie a confronto
Le posizioni di Alcaraz e Sinner rappresentano due modi diversi di affrontare il calendario. Da una parte chi solleva lamentele ma continua a riempire l’agenda con esibizioni remunerative, dall’altra chi, pur non facendosi mancare appuntamenti dorati, resta in silenzio, limitandosi a gestire il proprio percorso senza polemiche. Un contrasto che non mancherà di far discutere, soprattutto in vista di una stagione 2025 che si preannuncia ancora più intensa.