Dopo il successo di Jannik Sinner a Pechino, il suo coach Simone Vagnozzi è tornato a parlare della finale persa allo US Open contro Carlos Alcaraz. Un ko che, secondo l’allenatore marchigiano, rappresenta più un’opportunità di crescita che un passo indietro.
La sconfitta come punto di svolta
“Non sono rimasto sorpreso dalla sconfitta di Jannik a New York”, ha dichiarato Vagnozzi in un’intervista al Corriere dello Sport. “In quel momento Alcaraz era superiore sia fisicamente che tennisticamente. Non dimentichiamo che Sinner ha attraversato cinque mesi complicati: parlare di crisi è fuori luogo quando in una stagione vinci due Slam e raggiungi finali quasi ogni settimana. Ora il nostro obiettivo è continuare a migliorare”.
Il tecnico ha poi sottolineato come proprio la sconfitta con lo spagnolo abbia acceso nuove riflessioni all’interno del team: “A volte perdere serve. Ti fa capire che è il momento di lavorare su certi aspetti per diventare un giocatore ancora più completo”.
Lavoro sul servizio e nuove varianti
Uno dei punti chiave riguarda il servizio, che allo US Open non aveva funzionato al meglio. “Negli Stati Uniti Jannik non ha servito bene. Abbiamo apportato un piccolo cambiamento tecnico prima della tournée asiatica e lui si è adattato subito, trovando maggiore continuità”, ha spiegato Vagnozzi.
Ma non solo il servizio: l’obiettivo è rendere il gioco meno prevedibile. “Abbiamo inserito nuove soluzioni: le palle corte, il rovescio slice, variazioni sul primo servizio e risposte più aggressive. Non significa che Sinner debba trasformarsi in un giocatore di serve & volley, ma avere più armi a disposizione lo rende più difficile da leggere”.
Il duello con Alcaraz e i possibili nuovi rivali
Per molti, il tennis maschile vive oggi un duello a due tra Sinner e Alcaraz. Vagnozzi, però, non esclude l’arrivo di un terzo incomodo: “Ci sono diversi giovani interessanti. A me piace molto Mensik: se starà bene fisicamente potrà crescere molto. Quando sono entrato nel team, tanti dicevano che Rune fosse già davanti a Jannik. Oggi i risultati parlano chiaro”.
Obiettivi raggiunti e futuro insieme
Il 2024 è già entrato nella storia della carriera di Sinner grazie al trionfo a Wimbledon. “Quello era il nostro obiettivo dell’anno, e lo abbiamo centrato. Mi auguro di restare a lungo al fianco di Jannik: se poi durerà 15 anni e lui sarà l’unico giocatore che avrò seguito in carriera, sarebbe il massimo”, ha concluso Vagnozzi.