11 Ottobre 2025

Stefano Cagelli

Rinderknech contro Vacherot: la finale di Shanghai è una questione di famiglia

Contro ogni pronostico, la finale del Masters 1000 di Shanghai 2025 sarà una questione di famiglia. Arthur Rinderknech ha infatti compiuto l’impresa della sua carriera, ribaltando Daniil Medvedev in semifinale con il punteggio di 4-6, 6-2, 6-4 dopo due ore e ventinove minuti di battaglia. In finale lo attende il cugino Valentin Vacherot, autore di un torneo altrettanto sorprendente.

La rimonta di Arthur: da incubo a sogno

L’inizio non lasciava presagire nulla di buono per il francese: Medvedev era partito in pieno controllo, dominando gli scambi da fondo e sfruttando ogni minimo errore dell’avversario. Rinderknech, falloso e contratto, cercava invano di trovare ritmo e fiducia, mentre il russo sembrava già lanciato verso una nuova finale.

Ma nel secondo set il match si è capovolto. Più libero nei colpi e sempre più efficace nelle discese a rete, Rinderknech ha alzato il livello, riuscendo finalmente a scardinare la difesa di Medvedev. Con il servizio a sostenerlo nei momenti chiave, il francese ha portato la sfida al terzo set, guadagnandosi il rispetto del pubblico e la crescente frustrazione del numero 4 del mondo, spesso in dialogo con il giudice di sedia Mohamed Lahyani.

Il colpo di scena finale

Nel set decisivo è regnato l’equilibrio. Entrambi i giocatori sono rimasti fedeli al proprio stile: solidità e contrattacco per Medvedev, aggressività e coraggio per Rinderknech. Salvato dal servizio nei momenti più delicati, il francese si è procurato la prima palla match, sprecata per un soffio. Alla seconda occasione, però, è arrivata la magia: punto vincente, esultanza acrobatica e sguardo incredulo verso il proprio box, dove Vacherot, suo prossimo avversario, festeggiava con emozione.

Un’immagine simbolica e irripetibile: un futuro finalista che applaude l’altro, entrambi consapevoli di vivere qualcosa di unico.

Rinderknech: “Un sogno che non poteva nemmeno esistere”

“È un sogno inimmaginabile, qualcosa che non potevamo neppure concepire”, ha raccontato un emozionato Rinderknech dopo il match. “Nemmeno nel sogno più grande avremmo immaginato di affrontarci in una finale di Masters 1000. Non so come sia successo, ma dev’essere il frutto di qualcosa di buono che abbiamo seminato insieme e con le persone che ci circondano.”

Una storia di famiglia e di tennis

Arthur e Valentin si conoscono a memoria. Entrambi hanno studiato e si sono allenati insieme alla Texas A&M University, condividendo anni di allenamenti e partite interminabili fin da quando avevano 10 anni. “Abbiamo giocato migliaia di ore insieme. Domani, qualunque cosa accada, ci saranno due vincitori. Oggi abbiamo già vinto tutto”, ha aggiunto Arthur con un sorriso.

La finale di Shanghai sarà dunque un affare di famiglia, una pagina di tennis destinata a entrare nella storia: due cugini, cresciuti fianco a fianco, ora rivali per un titolo Masters 1000