Dominic Thiem, ex numero 3 del mondo e vincitore dello US Open 2020, ha deciso di parlare con grande sincerità di un tema spesso taciuto nel mondo del tennis: i costi esorbitanti che un giovane deve affrontare per arrivare al professionismo.
In un’intervista al podcast Jot Down Sport, riportata da L’Équipe, l’austriaco ha spiegato che il tennis, sin dalle categorie giovanili, è uno sport accessibile solo a chi dispone di mezzi economici significativi.
“Il tennis è uno sport per ricchi, e lo si capisce da piccoli. Tra i 13 e i 18 anni bisogna spendere dagli 80.000 ai 100.000 euro l’anno, quasi un milione in totale. Non tutti possono permetterselo”, ha dichiarato Thiem.
Il campione austriaco ha citato anche l’esempio di un giovane talento della sua accademia, impegnato nei tornei junior dello US Open, costretto a viaggiare 35 settimane l’anno senza alcun tipo di sostegno economico.
Premi e tasse: la realtà dietro i guadagni del tennis
Thiem ha voluto anche smontare l’idea che tutti i tennisti professionisti siano milionari. Secondo lui, solo i migliori del mondo riescono a ottenere profitti consistenti, mentre molti altri faticano a coprire le spese.
“Il primo turno di Wimbledon paga 65.000 sterline, ma di quella cifra perdi oltre il 60% tra tasse e spese del team. Solo chi è tra i primi cinque del mondo guadagna davvero bene. Se scendi nel ranking o ti infortuni, anche gli sponsor riducono drasticamente i pagamenti.”
Il suo messaggio è chiaro: dietro la patina scintillante del circuito ATP si nasconde una realtà fatta di sacrifici economici enormi, dove solo pochi riescono a trovare la stabilità finanziaria.
Thiem, oggi lontano dai riflettori dopo aver annunciato il ritiro nel 2024, continua a essere una delle voci più lucide e rispettate del tennis mondiale, capace di aprire un dibattito su un tema che tocca migliaia di giovani atleti in tutto il mondo.