Kyrgios

14 Ottobre 2025

Giuseppe Canetti

Kyrgios show: attacca Sinner e “gli italiani”, parla di ritiro e si fa un nuovo nemico

Otto partite giocate negli ultimi tre anni, trascorsi prevalentemente a curarsi da infortuni che gli hanno – di fatto – stroncato la carriera. Ma Nick Kyrgios riesce sempre a ritagliarsi un ruolo da protagonista per le sue considerazioni senza peli sulla lingua, spesso controverse o comunque pronte a generare clamore tra appassionati ed addetti ai lavori. Le ultime uscite a gamba tesa dell’australiano si sono registrate nelle scorse ore, quando è stato ospite di Josh Mansour al podcast “Unscripted”.

Kyrgios: «Spero di giocare l’Australian Open»

Il 30enne di Canberra non scende in campo dal 21 marzo 2025, giorno in cui fu nettamente eliminato al secondo turno del Masters 1000 di Miami per mano di Karen Khachanov. Ad oggi, non è dato sapersi in quale occasione tornerà a giocare e se tornerà a farlo in maniera costante. La sua speranza è quella di regalarsi un ritorno sul palcoscenico di casa, a Melbourne.

Kyrgios
Foto Instagram Kyrgios

«Spero di giocare gli Australian Open in qualche modo, mentre non ho certezze riguardo al mio futuro. So cosa serve per giocare ad un certo livello, ma il mio fisico è arrivato ad un punto di non ritorno ed è estremamente difficile mettere insieme tutti i pezzi del puzzle», ha esordito Kyrgios. «Non voglio arrivare al punto di odiare il mio lavoro, ma è dura quando provi dolore ogni volta che ti alleni e giochi una partita. Mi resta un po’ di amaro in bocca, devo essere onesto. In questo momento, mi alleno quasi tutti i giorni senza partecipare ai tornei. Tuttavia, ci sono un paio di eventi che mi piacerebbe disputare se il mio corpo me lo permetterà», ha aggiunto.

L’australiano è ben consapevole che si tratta dei suoi ultimi scampoli nel tennis professionistico. «So che la fine della mia carriera si sta avvicinando a grandi passi, specialmente con tutti questi infortuni che non mi danno tregua. Non posso sottopormi ad un altro intervento chirurgico, perché mi costringerebbe a restare fuori per altri 6-9 mesi e significherebbe la fine», ha spiegato.

«Sinner protetto dell’Atp, Murray si è comportato male con me»

Fin qui “tutto regolare”. Solo che poi l’intervistatore ha pensato di mettere un po’ di pepe nella chiacchierata proponendo al buon Nick di esprimersi nuovamente sul “caso clostebol” riguardante il nostro Jannik Sinner. Kyrgios non si è tirato indietro, anzi… ha rincarato la dose tirando in ballo la nazionalità delle figure di rilievo del circuito maggiore.

«Era il numero 1 del mondo quando è risultato positivo a quella sostanza e non c’è dubbio che sia un giocatore eccezionale, destinato a portare avanti questo sport per i prossimi 10-15 anni insieme a Carlos Alcaraz. Non ci vuole un genio per capire che l’Atp lo abbia protetto in una certa misura. Il CEO e i massimi dirigenti dell’Atp sono tutti italiani, infatti c’è stata una chiara mancanza di trasparenza in quella vicenda», ha affermato l’aussie.

L’azzurro, tuttavia, non è l’unico destinatario delle bordate di Kyrgios. Quando infatti all’australiano è stato chiesto di parlare del suo rapporto con Andy Murray, Nick ha risposto lanciando allo scozzese una frecciata velenosa: «È stata una delle persone che mi ha sostenuto di più in un brutto periodo, quando tutti mi davano addosso, lui mi prendeva le mie parti. Ma ora non parliamo più così tanto. Volevo che partecipasse a un podcast e si è comportato in un modo che non ho apprezzato. Ecco la verità. Voglio dire ‘fratello, trova un po’ di tempo’. Prima eravamo sicuramente più uniti».