Djokovic

15 Ottobre 2025

Stefano Cagelli

Un esperto di infortuni analizza il caso Djokovic: “È un unicorno”

Il tema degli infortuni è tornato prepotentemente al centro della scena nel circuito ATP, soprattutto dopo un Masters 1000 di Shanghai 2025 caratterizzato da numerosi ritiri e problemi fisici. Tra i protagonisti costretti a fare i conti con acciacchi e dolori c’è anche Novak Djokovic, numero 5 del mondo, che negli ultimi mesi ha vissuto un periodo complicato dal punto di vista fisico.

A parlarne è stato Stephen Smith, esperto nella prevenzione e riabilitazione degli infortuni sportivi, che in un’intervista a Tennis365 ha analizzato il caso del campione serbo.

“Djokovic è un unicorno”

«È una testimonianza della sua genetica, del suo straordinario livello di professionalità e dell’investimento che ha fatto sul proprio corpo e sulla propria carriera», ha spiegato Smith. «Se lo paragoniamo ad altri atleti della stessa età e dello stesso sport, sottoposti a identiche esigenze fisiche e mentali, direi che Djokovic è un unicorno, senza dubbio. Un caso unico».

L’esperto ha voluto sottolineare come la longevità e la resistenza del 24 volte campione Slam siano state eccezionali, ma che inevitabilmente il tempo e l’intensità della competizione stiano iniziando a presentare il conto.

Le possibili cause dei problemi fisici

Secondo Smith, gli infortuni che hanno colpito Djokovic negli ultimi due anni — un problema agli ischiocrurali che lo ha costretto al ritiro nella semifinale dell’Australian Open, un fastidio all’inguine a Wimbledon e un’operazione al menisco dopo Roland Garros 2024 — sono segnali chiari di usura fisica.

«È probabile che tutti questi episodi siano sintomi di un naturale processo di logoramento», spiega l’esperto. «Per gran parte della sua carriera, Djokovic è stato incredibilmente sano, ma ora ha dovuto affrontare quattro o cinque infortuni di fila. Spesso, dopo un periodo di stop, la riduzione dei carichi di allenamento rende difficile tornare subito al livello precedente, e questo può innescare una sorta di effetto domino di nuovi problemi fisici».

Tra riposo e carico di lavoro: la difficile ricerca dell’equilibrio

Smith aggiunge che l’intensità dello sport moderno, nel tennis come in altre discipline, è cresciuta enormemente: «Le partite oggi sono più veloci, più potenti, più fisiche. Se non si riesce a mantenere una costanza di allenamento a quel livello, il rischio di infortuni aumenta. Anche un eccesso di riposo e recupero può avere effetti negativi».

La chiave, secondo l’esperto, sta nel trovare un equilibrio perfetto: «Bisogna fornire al corpo lo stimolo giusto per restare sano senza arrivare al sovraccarico. Né troppo, né troppo poco».