Sinner e Alcaraz al Six Kings Slam

15 Ottobre 2025

Stefano Maffei

Non solo il Six Kings Slam: ecco i più famosi e ricchi tornei di esibizione della storia

Il tennis vive in un mondo dove tutto sembra ruotare attorno a punti, classifiche e trofei ufficiali. Tuttavia, accanto ai circuiti canonici dell’ATP e della WTA, esiste una tradizione parallela fatta di tornei di esibizione, inviti, sfide tra campioni e spettacoli costruiti per intrattenere, promuovere o semplicemente far sognare. Questi eventi, pur non assegnando punti validi per il ranking, hanno spesso offerto premi milionari, attirato i più grandi giocatori del mondo e scritto pagine di spettacolo puro. Alcuni di essi sono diventati veri simboli del tennis extra ufficiale, combinando glamour, ricchezza e spirito competitivo in modo unico.

Che cosa distingue un torneo di esibizione

Un torneo di esibizione, o invitational, si basa su un principio semplice: i partecipanti non vi accedono tramite qualificazioni o ranking, ma vengono invitati dagli organizzatori. In genere si gioca per beneficenza, promozione o spettacolo, con formule flessibili e regole adattate. Ciò che li rende particolari è la libertà organizzativa: possono essere eventi serali, tornei a squadre, mini-competizioni in località esclusive o singoli match con premi eccezionali. Nel corso degli anni, queste manifestazioni hanno permesso ai giocatori di misurarsi senza la pressione del circuito e, allo stesso tempo, di incassare cifre considerevoli.

Gli anni d’oro delle esibizioni classiche

Negli anni Ottanta e Novanta il tennis visse un periodo di grande espansione economica e mediatica. I contratti televisivi, gli sponsor e la popolarità crescente delle star del circuito spinsero alla nascita di numerose esibizioni che, pur non essendo ufficiali, ebbero enorme successo.

Tra gli esempi più noti vi fu il Challenge of Champions, un evento che riuniva alcuni dei migliori giocatori del mondo in un contesto a inviti. Non apparteneva al circuito ATP, ma attirava campioni grazie a premi di rilievo per l’epoca e a un’atmosfera di prestigio. comunque,tizione offriva agli atleti un’occasione per misurarsi in un clima più rilassato ma comunque di altissimo livello, diventando per alcuni una tappa di preparazione in vista delle grandi prove ufficiali.

Altro torneo che segnò quegli anni fu l’European Community Championship di Anversa destinato a chi avesse vinto almeno un torneo in Europa durante l’anno. Pur rientrando formalmente in un calendario parzialmente riconosciuto, conservava un’impostazione molto vicina a quella delle esibizioni: pochi inviti, forte componente promozionale e premi di eccezionale valore. Il trofeo simbolo era la celebre Gold Racquet, una racchetta d’oro e diamanti destinata a chi avesse vinto tre volte in cinque anni. Questo particolare, diventato leggendario, ne consolidò l’immagine come uno degli eventi più raffinati e ricchi del tennis europeo di fine secolo.

Le nuove frontiere delle esibizioni: tra Medio Oriente e globalizzazione

Nel XXI secolo il concetto di esibizione si è evoluto. Oggi queste competizioni sono diventate eventi spettacolari, sostenuti da sponsor multinazionali e da paesi che investono nello sport per promuovere la propria immagine internazionale. Gli esempi più significativi arrivano dal Medio Oriente, dove il tennis è diventato anche strumento di soft power.

L’esempio più impressionante è il Six Kings Slam. L’evento, che non fa parte del calendario ATP, riunirà sei campioni assoluti: Jannik Sinner, Novak Djokovic, Taylor Fritz, Carlos Alcaraz, Stefanos Tsitsipas ed Alexander Zverev. Ogni giocatore riceverà un compenso garantito di un milione e mezzo di dollari solo per la partecipazione, mentre il vincitore incasserà un assegno da sei milioni di dollari, cifra che ha superato i premi di molti tornei ufficiali già nel 2024. Con un montepremi complessivo di quindici milioni di dollari, l’evento saudita è oggi considerato l’esibizione più ricca nella storia del tennis.

La Diriyah Tennis Cup, sempre in Arabia Saudita, rappresenta un altro caso emblematico. L’edizione del 2022 si svolse dall’8 al 10 dicembre con dodici giocatori invitati, tra cui Daniil Medvedev e Stefanos Tsitsipas. Il montepremi complessivo è stato di tre milioni di dollari, con un milione destinato al vincitore. Oltre che per i soldi investiti, il torneo ha fatto scalpore perché ospitato in una cornice suggestiva, all’interno del sito UNESCO di Diriyah, trasformato per l’occasione in un’arena di lusso. L’evento, che univa spettacolo, turismo e sport, divenne un modello di riferimento per il nuovo corso delle esibizioni.

L’evoluzione del modello economico

Le esibizioni moderne si sono trasformate in vere e proprie operazioni mediatiche. Il loro successo non dipende solo dal tennis giocato, ma dalla capacità di attrarre sponsor, televisioni e turismo. I paesi che le ospitano, come Arabia Saudita o Emirati Arabi, le considerano parte di una strategia culturale e diplomatica: portare le grandi stelle dello sport a esibirsi davanti al pubblico locale significa accrescere prestigio internazionale e visibilità.

Per i giocatori, questi eventi rappresentano un’occasione ideale per consolidare la propria immagine globale e ottenere guadagni significativi in un contesto meno stressante rispetto ai tornei ufficiali. Le appearance fee garantite eliminano il rischio di andarsene a mani vuote, mentre le partite, pur restando competitive, lasciano spazio all’intrattenimento. Molti tennisti li utilizzano anche come preparazione in vista della stagione successiva, specie durante le pause invernali.

Questioni e critiche

Non mancano, tuttavia, le polemiche. Gli eventi più opulenti, come il Six Kings Slam o la Diriyah Tennis Cup, sono stati accusati di rappresentare una forma di sportwashing, ossia di utilizzo dello sport come mezzo per migliorare l’immagine di governi che vogliono accreditarsi sul piano internazionale. Altri osservatori sottolineano i rischi legati alla sostenibilità economica di queste esibizioni, che spesso si reggono su investimenti pubblici o sponsorizzazioni difficilmente ripetibili nel lungo periodo.

Esiste anche un dibattito sul valore sportivo. Senza punti ATP in palio, l’impegno agonistico varia: alcuni giocatori affrontano le esibizioni come partite vere e proprie, altri le vivono come spettacolo o allenamento. Nonostante ciò, l’interesse del pubblico rimane elevato, in parte grazie al fascino dei campioni in campo e all’atmosfera più rilassata, ma spettacolare rispetto ai tornei canonici.

Il ruolo delle esibizioni nella carriera dei tennisti

Per gli atleti di vertice, le esibizioni rappresentano un capitolo importante della carriera. Consentono di allungare la vita sportiva, mantenere la popolarità e rafforzare il proprio marchio personale. Giocare davanti a un pubblico internazionale, in località insolite o prestigiose, permette di costruire un legame con tifosi e sponsor che spesso va oltre i confini del circuito ufficiale.

Molte esibizioni includono anche iniziative di beneficenza o di promozione sociale, come incontri con giovani talenti, clinic o attività a scopo educativo. In questi casi il valore simbolico supera quello economico e restituisce al tennis la sua dimensione di sport globale e accessibile.