Il serbo ammette che l’età comincia a pesare nel duello con i due giovani campioni, ma non perde la voglia di competere: “Continuerò a provarci finché non riuscirò a batterli”.
Dopo vent’anni di dominio, Novak Djokovic comincia a sentire il peso del tempo. Alla Six Kings Slam 2025 di Riad, il numero uno serbo è apparso lontano dal suo miglior livello, cedendo nettamente a Jannik Sinner, fresco vincitore degli Australian Open e di Wimbledon. Un match che ha confermato quanto, oggi, il divario generazionale stia diventando sempre più evidente.
Djokovic era arrivato al torneo con più dubbi che certezze, reduce da diversi problemi fisici accusati a Shanghai. L’inizio contro Sinner era stato incoraggiante, ma già dopo pochi game il linguaggio del corpo di Nole tradiva la frustrazione di chi capiva che non sarebbe riuscito a reggere il ritmo. Gli scambi lunghi, la velocità del giovane azzurro e la sua potenza nelle accelerazioni hanno finito per spegnere rapidamente le speranze del campione di Belgrado.
“L’età è il mio vero avversario”
A fine partita, Djokovic ha parlato con grande lucidità e autoironia.
“Non è mai piacevole prendere una batosta”, ha ammesso sorridendo. “Faccio del mio meglio ogni giorno. È incredibile per me essere ancora tra i primi dieci del mondo. L’amore e la passione per il tennis restano intatti.”
Il serbo, 38 anni appena compiuti, riconosce che non può più competere ad armi pari con la freschezza di Sinner (24 anni) e Alcaraz (22).
“Ho il corpo che ho. Sono grato a Dio per tutto ciò che mi ha dato nella vita. Mi piacerebbe scambiare il mio corpo con quello di un ventenne, anche solo per un anno, per poterli battere. Scherzi a parte, so che è sempre più difficile, ma continuerò a provarci finché non ci riuscirò.”
Il tempo come nemico invisibile
Djokovic sa che nessuna vittoria, per quanto prestigiosa, potrà fermare il tempo. L’esperienza e la genialità restano intatte, ma il fisico comincia a chiedere il conto dopo due decenni di tennis al massimo livello.
Come accade a leggende di altri sport – da LeBron James a Cristiano Ronaldo – anche Nole trae ispirazione da chi riesce a prolungare la carriera oltre i limiti anagrafici. Ma nel tennis, sport individuale e logorante, ogni anno in più pesa doppio.
La netta sconfitta contro Sinner non cancella la grandezza di Djokovic, ma segna forse l’inizio di una nuova fase: quella in cui il campione deve lottare non solo contro i rivali, ma anche contro se stesso. E se c’è qualcuno capace di resistere ancora un po’ al tempo, quel qualcuno è proprio Novak Djokovic.