Felix Auger-Aliassime

2 Novembre 2025

Stefano Cagelli

Auger-Aliassime: “Sinner non è imbattibile”. Ecco come proverà a sorprenderlo

Félix Auger-Aliassime sta vivendo uno dei momenti più luminosi della sua carriera. Dopo la semifinale raggiunta all’ultimo US Open, il canadese ha ritrovato fiducia, gioco e consapevolezza: il titolo conquistato all’ATP di Bruxelles ne è stata la conferma, ma a Parigi il sogno è ancora più grande. Un solo passo lo separa dal suo primo Masters 1000 e dal ritorno alle ATP Finals. L’ostacolo, tuttavia, è il più duro possibile: Jannik Sinner.

La sfida che sa di rivincita

Sarà la rivincita della semifinale di New York, dove Auger-Aliassime aveva costretto Sinner a una battaglia di quattro set, lasciando comunque sensazioni positive. Domani, al Rolex Paris Masters 2025, il canadese avrà la chance di completare quel lavoro rimasto incompiuto. I precedenti parlano chiaro: due vittorie a testa, un equilibrio che promette spettacolo.

“Il bilancio tra noi è di 2-2, ma in teoria è lui il favorito”, ha ammesso Félix alla vigilia. “A New York abbiamo giocato un gran match, ma alla fine ha vinto lui. Le prime volte che l’ho battuto, però, Sinner non era ancora il giocatore straordinario di oggi. È migliorato tantissimo. Giocare contro di lui è sempre stimolante: ti costringe a una disciplina tattica ferrea e a un’esecuzione quasi perfetta. Dovrò essere pronto a giocare il mio miglior tennis e a non commettere errori sciocchi”.

Il percorso di crescita di Auger-Aliassime

Dietro la rinascita di Auger-Aliassime c’è un lavoro profondo, tecnico e mentale. “Cerco di migliorare come giocatore e come persona. Il mio servizio è più stabile, il rovescio e la risposta sono più solidi. In passato, quando giocavo male, facevo fatica a fidarmi di me stesso. Ora mi sento un giocatore completo, capace di accettare i giorni no e di trovare comunque il modo per vincere”, ha raccontato.

Il canadese riconosce che il tennis è anche un equilibrio tra limiti e punti di forza: “A volte mi concentro troppo sulle mie debolezze e dimentico ciò che faccio bene, come la mia battuta e il dritto. Devo continuare a perfezionare le armi che mi fanno vincere, ma anche dedicare tempo a ciò che va migliorato. È questa la chiave del mio equilibrio attuale”.

Dal dolore di Cincinnati alla fiducia di New York

Il cammino di crescita passa anche dalle sconfitte. “La sconfitta di Cincinnati contro Sinner è stata dura: ero lontano dal suo livello. Ma all’US Open è andata meglio. In certi momenti l’ho visto esitare, e ho capito che non è invincibile. Fortissimo, sì, a volte inarrestabile, ma non imbattibile”.

Ed è da quella consapevolezza che nasce la fiducia con cui Félix arriva alla finale di Parigi: “Sento che sto raggiungendo il livello giusto. Se confronto questo periodo con il 2022, quando vinsi 16 partite di fila, allora ero entusiasta ma anche insicuro. Ora mi sento più maturo, capace di gestire le emozioni e i momenti difficili”.

L’analisi tecnica: come può Felix battere Sinner

Sul piano tattico, la partita sembra ruotare attorno alla capacità del canadese di evitare il rovescio incrociato di Sinner e di mantenere l’altissimo rendimento che ha mostrato questa settimana con il servizio. I numeri parlano da soli: 85% di punti vinti con la prima palla, 48% di servizi che non tornano in campo e una velocità media di tre chilometri orari superiore al resto della stagione. Un’arma che sarà essenziale per reggere l’urto dell’azzurro.

A New York, Auger-Aliassime mise in seria difficoltà Sinner con un piano di gioco chiaro: aggressività totale, anche nei punti di risposta, colpendo con coraggio i secondi servizi dell’avversario e accorciando gli scambi. Una strategia rischiosa ma necessaria per non farsi intrappolare nello schema preferito dell’altoatesino: lo scambio di rovesci incrociati da fondo campo.

A Cincinnati, quella trappola fu fatale: Jannik sfruttò il lato sinistro per martellare Felix e costringerlo all’errore, vincendo il 38% dei punti proprio con quel pattern. Il canadese, in quei frangenti, riuscì a imporsi solo in un punto su ventinove con il rovescio incrociato, un dato che fotografa la sua sofferenza in quella zona del campo. Per questo, domani, sarà fondamentale rischiare di più, giocare corto e chiudere rapidamente gli scambi, anche a costo di commettere qualche errore in più.

Sinner, il favorito che non sbaglia mai

Dall’altra parte della rete, Jannik Sinner arriva come grande favorito non solo per il titolo di Parigi, ma per tutto ciò che rappresenta il suo tennis attuale. L’altoatesino, che con una vittoria tornerebbe momentaneamente numero uno del mondo, ha impressionato nei match contro Shelton e Zverev, neutralizzandone i punti di forza con un rendimento al servizio e in risposta semplicemente devastante. La sua solidità mentale e la precisione con la quale costruisce i punti lo rendono il giocatore più difficile da scalfire del circuito indoor.