Il numero uno del mondo rivela la sua routine pre-gara durante l’evento Nike a Torino: tra sonnellini strategici, paura del buio e la passione per Ferrari e golf
Cosa fa Jannik Sinner prima di entrare in campo? Dorme. Sembra una battuta, ma non lo è. Il numero uno del mondo lo ha raccontato durante l’evento “Nike per Jannik Sinner”, che si è tenuto a Torino davanti a una trentina di giovani tennisti e pochi giornalisti.
Sinner ha svelato un dettaglio della sua routine pre-gara che ha sorpreso tutti: «Onestamente riesco a dormire prima di tutte le partite. Mi sveglio magari tre quarti d’ora prima del match. È la mia fortuna: tanti non riescono a riposare, io invece dormo, poi mi riscaldo e vado a giocare».
Un’abitudine singolare che, a quanto pare, è parte integrante del suo equilibrio mentale. “Riposo e lucidità fanno la differenza”, ha aggiunto Sinner, arrivato alle ATP Finals da fresco vincitore del Masters 1000 di Parigi.
Non è la prima volta che Jannik evidenzia nelle sue interviste l’importanza del riposo e del dormire bene. E anche questa è la sua forza, condividere con tanta naturalezza un bisogno fisiologico come il dormire, senza paura di esporsi a possibili pregiudizi, come quello di essere percepiti come pigri e svogliati.
Estratto video di Tennis Talker
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Routine e valori
L’incontro torinese, organizzato da Nike, si è svolto in un clima informale e diretto, con domande rapide, risposte chiare e ritmo serrato. Il risultato è stato un confronto tra Sinner, i suoi allenatori e il pubblico. Accanto al campione azzurro, anche Darren Cahill e Simone Vagnozzi hanno risposto alle domande dei ragazzi su tattica, programmazione e gestione dei carichi.
Nel dialogo con la platea, Sinner ha ribadito i tre valori che guidano la sua vita sportiva: onestà, determinazione e semplicità. “Essere onesti con se stessi e lavorare con costanza: è questo che conta più di tutto,” ha spiegato il 23enne altoatesino.
Paura del buio e finestre aperte
Tra una risata e una curiosità, non sono mancati dettagli inaspettati sulla sua quotidianità. Sinner ha confessato di avere paura del buio e di dormire con la finestra socchiusa per lasciar entrare un po’ di luce naturale. “Mi piace svegliarmi con la luce del giorno,” ha detto.
Piccoli gesti, ma che raccontano la ricerca di equilibrio e comfort anche nei giorni di competizione.
Fuori dal campo: golf e motori
Lontano dal circuito, Jannik coltiva passioni ben note ai suoi tifosi.
Gioca a golf, sport che definisce “una forma di rilassamento che allena la pazienza”, e mantiene viva la passione per i motori.
Fin da bambino è stato attratto dai go-kart e dalla Formula 1: oggi tifa Charles Leclerc e Ferrari, dopo anni da ammiratore di Lewis Hamilton.
Il metodo Sinner
Durante l’incontro, i due coach hanno anche raccontato la sinergia che li lega al campione azzurro.
Cahill ha sottolineato l’importanza dell’equilibrio mentale e della pianificazione dei carichi: “La programmazione è tutto, anche nei momenti di successo”. Vagnozzi, invece, ha spiegato il lavoro tattico quotidiano: “Curare i dettagli partita per partita è la chiave della crescita”.
Calma, metodo e semplicità
Tra una battuta e un sorriso, l’immagine che emerge è quella di un campione sereno, consapevole, metodico.
Niente frenesia, niente gesti plateali: Sinner costruisce le sue vittorie partendo da ciò che molti trascurano, il riposo, la routine, la semplicità.