Musetti

14 Novembre 2025

Stefano Cagelli

Musetti: “Ecco cosa rende Alcaraz e Sinner superiori a tutti gli altri”

Chiude con orgoglio una stagione da incorniciare Lorenzo Musetti, uscito dalle ATP Finals 2025 con la sensazione di aver compiuto un nuovo passo nella propria maturazione tennistica. Il 23enne di Carrara, sostenuto dal calore del pubblico di casa e autore di prestazioni di spessore, ha offerto in conferenza stampa una riflessione lucida su ciò che distingue Carlos Alcaraz e Jannik Sinner dal resto del circuito.

“La potenza che Alcaraz genera con la sua forehand è irreale”

Musetti non ha nascosto l’ammirazione per il talento spagnolo, reduce da un altro torneo ad altissimo livello.

“Ogni giorno mi sorprende di più il tennis di Alcaraz. Quello che è successo oggi è tutto merito suo. Ha servito benissimo, è in una condizione fisica pazzesca e ha giocato un tennis incredibile. Spero prima o poi di potermi prendere la rivincita. È solido in ogni aspetto del gioco, aggressivo sin dal primo colpo e, soprattutto, genera con il suo dritto una potenza impressionante, difficilissima da arginare”, ha spiegato l’azzurro.

Il divario con i due fenomeni: obiettivi e consapevolezze

Interrogato sull’apparente distanza che separa il resto del circuito dalla coppia Sinner–Alcaraz, Musetti è stato schietto: raggiungerli è complicato, ma non impossibile.

“Il mio obiettivo per il 2026 è avvicinarmi a loro nei risultati. Per farlo devo restare sano, a differenza di questa stagione in cui ho saltato praticamente due mesi. Non so quale sia la chiave del loro successo: magari, se la conoscessi, sarei più vicino al loro livello”, ha aggiunto sorridendo.

Cosa li rende davvero diversi: mobilità, fisicità e transizioni fulminee

Secondo Musetti, il tratto più distintivo dei due campioni non è solo la tecnica, ma un mix di qualità atletiche e capacità tattiche difficilmente riscontrabili altrove.

“Hanno qualcosa che li separa dalla maggior parte dei giocatori. Ciò che mi impressiona di più è la loro condizione fisica: la mobilità, la capacità di recuperare campo, di scivolare nei colpi anche in situazioni difficili. Il modo in cui passano dalla difesa all’attacco è pazzesco. È un aspetto sul quale devo lavorare molto per il prossimo anno.”

Parole sincere, pronunciate con umiltà ma anche con consapevolezza: Musetti sa di avere ancora margini importanti e può ora godersi le meritate vacanze con la convinzione di aver chiuso una stagione di crescita evidente, culminata con un debutto alle Finals che potrebbe rappresentare un punto di svolta nella sua carriera.