Jannik Sinner è stato sicuramente il giocatore da battere nelle ultime due stagioni. L’azzurro ha saputo imporsi ovunque abbia giocato e i numeri, con i conseguenti record accumulati, sono qui a dimostrare cosa il nativo di San Candido ha saputo regalarsi (e regalarci) in due anni dove i titoli conquistati sono stati più delle sconfitte.
2024, l’anno della definitiva consacrazione
Partiamo dalla fine trionfale della scorsa stagione. Sinner alza al cielo la seconda Coppa Davis di fila e diventa il sesto giocatore nella storia a vincere l’accoppiata ATP Finals-Coppa Davis nella stessa stagione. A riuscirci, prima di lui, delle leggende del nostro sport come Stan Smith (1970), John McEnroe (1978), Boris Becker (1988), Andre Agassi (1990) e Michael Stich (1993). Se vogliamo stringere ancora di più il cerchio, l’azzurro è stato l’unico nella storia ad aggiungere la chiusura dell’anno al numero 1 del mondo dopo aver vinto Finals e Davis.
Soffermandoci ancora brevemente sul numero 1 del mondo e la Coppa Davis: Sinner è diventato il quinto giocatore della storia ad alzare al cielo l’insalatiera da numero 1 del mondo. Prima di lui, ci sono riusciti McEnroe (1981-1982), Jim Courier (1992), Pete Sampras (1995) e Rafael Nadal (2019).
Anche alle ATP Finals della scorsa stagione un record niente male: la vittoria senza perdere nemmeno un set (dobbiamo tornare ad Ivan Lendl nel 1987 per trovare qualcosa di simile) e con solamente 33 game persi in totale. Vincendo il trofeo a Torino, è diventato il settimo giocatore a riuscirci in patria dopo Jimmy Connors (1977), McEnroe (1978, 1983-84), Becker (1992, 1995), Stich (1993), Lleyton Hewitt (2001) e Andy Murray (2016)
In un anno da record, che l’ha portato a vincere 73 partite delle 79 giocate in totale (92,4% di vittorie, percentuale più alta da Djokovic 2015), Jannik ha vinto almeno un set in tutti e 79 gli incontri in cui è sceso in campo. Si tratta del secondo a riuscirci nella storia del nostro sport, dopo Roger Federer nel 2005.
Sinner è anche diventato il giocatore più giovane della storia (23 anni e 93 giorni) ad aver vinto nella stessa stagione Australian Open, US Open e ATP Finals. Chi ci è riuscito prima di lui? Solamente Novak Djokovic (2015 e 2023) e Federer (2004, 2006 e 2007).
Sul cemento, il nativo di San Candido si è dimostrato invincibile con 53 vittorie su tale superficie (sesto giocatore a raggiungere questo traguardo dal 2000 a oggi oltre Federer, Djokovic, Daniil Medvedev, Andy Roddick e Hewitt) e sette titoli conquistati (solo altri quattro ci sono riusciti nella storia: Agassi, Sampras, Federer e Djokovic).
I titoli conquistati in totale nella stagione sono otto (Australian Open, ATP500 Rotterdam, masters1000 Miami, ATP500 Halle, masters1000 Cincinnati, US Open, masters1000 Shangai, ATP Finals, record per un italiano) che, sommati alle 73 vittorie, pongono Sinner in un primato che reggeva dal 2016. Dopo Murray in quella stagione, nessuno era più riuscito a vincere almeno 70 partite ed 8 titoli in un solo anno solare.
2025, la crescita e la continuità di successi
Il 2025, nonostante i mesi di pausa forzata dovuti alla squalifica per clostebol, è stato un altro anno di record e di vittorie prestigiose. Andiamo a leggere insieme qualche dato veramente interessante.
Non possiamo che iniziare citando il clamoroso successo a Wimbledon, che lo elegge come primo vincitore italiano della storia nel torneo più importante del mondo. Grazie a questo trionfo, l’Italia ha vinto ogni prova slam del circuito professionistico in Era Open.
In un anno in cui ha potuto disputare solamente 12 eventi, Sinner ha raggiunto la finale in 10 (83,3%, una percentuale irreale) di essi (mancando l’ultimo atto solamente all’ATP500 di Halle e al masters1000 di Shangai). Grazie alle finali in tutti e quattro gli slam (due vittorie e due sconfitte) e alle ATP Finals, è riuscito ad entrare ancora di più nell’élite storica del nostro sport. Solamente Federer (2006 e 2007) e Djokovic (2015 e 2023) ci erano riusciti prima di lui.
Il numero di titoli conquistati nel 2025 è sei, meno dei nove della scorsa stagione, ma che vista la squalifica di tre mesi conservano un peso specifico molto importante e segnano una grande progressione durante l’anno. Da notare come le ultime tre vittorie sono consecutive tra ATP500 Vienna, masters1000 di Parigi-Bercy e ATP Finals.
Numeri così importanti spiegano anche il dominio contro i top10 che non si chiamano Carlos Alcaraz (con lo spagnolo, in stagione, l’azzurro ha un bilancio di 2-4). Con tutti gli altri il dato è imbarazzante: 17-0 (4-0 con Alexander Zverev, 4-0 con Alex de Minaur, 2-0 con Djokovic, 3-0 con Ben Shelton, 2-0 con Felix Auger-Aliassime, 1-0 con Casper Ruud, 1-0 con Lorenzo Musetti). Questo a dimostrazione di come il solo Alcaraz sembra poter impensierire il nostro portacolori.
Anche il 2025 ha portato più del 90% di vittorie stagionale (90,63% con 58 vittorie e 6 sconfitte). Solamente Federer dal 2004 al 2006 è riuscito ad avere stagioni consecutive con più del 90% di vittorie.
Il dominio anche nei numeri delle singole partite. Jannik è il numero 1 della stagione per game vinti al servizio (91,9%) e in risposta (32,7%). Oltre a ciò, è primo per palle break trasformate (45,1%), palle break salvate (71,8%) e tiebreak vinti (84,2%). Una sola cosa accomuna tutti questi dati: una mentalità da vincente.
Grazie al successo della scorsa settimana a Torino, Sinner è diventato il secondo giocatore della storia a conquistare il torneo dei maestri per due anni di fila senza lasciare agli avversari nemmeno un set e a vincere anche due slam nella stessa stagione (Lendl nel 1986 e 1987 era riuscito a fare lo stesso). A livello anagrafico, l’azzurro è il più giovane a vincere due tornei di fine stagione da Federer (2003-2004). Contando i set, Jannik ne ha vinti 20 consecutivi, lasciando in media agli avversari poco più di sette game a partita.
Il dominio sul cemento indoor è certificato anche dalle 31 vittorie (28 in appena due set) consecutive su tale superficie. L’ultima sconfitta risale alla finale delle ATP Finals 2023 con Djokovic. Si tratta della quinta striscia più lunga della storia dopo Lendl (32 tra il 1980 e il 1983), Federer (33 tra il 2004 e il 2007), Djokovic (35 dal 2012 al 2015) e soprattutto all’intoccabile McEnroe, che ha collezionato 47 vittorie indoor tra il 1978 e il 1987. Su 112 partita in carriera indoor, Sinner ne ha vinte 91 (81,1%). Solo McEnroe (85,3%), Lendl (83%) e Jimmy Connors (81,6%) hanno fatto meglio di lui nella storia.
Ultimo, non per importanza, il record di punti per torneo giocato. Sinner ha chiuso la stagione con 11500 punti conquistati in appena 12 tornei disputati. Questo significa che, in media, l’azzurro ha conquistato ben 958 per evento giocato. Numeri che fanno capire in parte cosa ci ha regalato Jannik nella seconda stagione consecutiva da record.