È la stampa spagnola, e in particolare il portale specializzato Punto de Break, a spingere con decisione una tesi che farà discutere: Carlos Alcaraz, a 22 anni e mezzo, sarebbe già candidato al titolo di tennista più grande di sempre, al livello di due mostri sacri come Björn Borg e Rafael Nadal. Numeri alla mano, sostengono i cronisti spagnoli, il murciano avrebbe una proiezione “memorabile”, degna addirittura del dibattito sul GOAT del tennis mondiale.
Tra i migliori della storia… prima ancora di compiere 23 anni
Secondo l’analisi di Punto de Break, ciò che impressiona non è solo il talento di Alcaraz, ma la precocità con cui domina un tennis moderno sempre più fisico e selettivo. A meno di 23 anni ha già accumulato risultati che, sottolinea il sito iberico, “non sono normali”:
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6 titoli Slam,
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14 “Grandi Titoli”,
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24 trofei complessivi,
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un numero 1 ATP già conquistato,
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due stagioni chiuse al vertice del ranking.
Numeri che nella storia recente solo due leggende avevano raggiunto alla sua stessa età: Björn Borg e Rafael Nadal.
Il paragone con Borg: precocità sì, ma epoche diverse
Lo svedese è, secondo la stampa spagnola, l’unico a eguagliare gli Slam di Alcaraz a 22 anni e mezzo. Borg vinse moltissimo in pochissimo tempo, salvo poi ritirarsi giovanissimo, logorato dalla pressione mentale.
Punto de Break ricorda però un aspetto spesso sottovalutato: negli anni Settanta e Ottanta si giocavano molti più tornei. È il motivo per cui veterani come Connors (37 titoli a quell’età) o Lendl (28) compaiono con numeri superiori a quelli del murciano. Ma, precisa il sito, nessuno di loro aveva accumulato una quantità simile di Grand Slam e Grandi Titoli.
Nadal, l’unico del Big 3 che regge il confronto
Il confronto più sentito, inevitabilmente, è quello con Rafael Nadal. Anche qui la stampa spagnola osserva che, pur avendo uno Slam in meno di Alcaraz alla stessa età, Nadal vantava 18 Grandi Titoli e un anno chiuso da numero 1.
La conclusione di Punto de Break è netta: “Il palmarès attuale di Alcaraz è persino migliore di quello di Nadal alla sua età”.
E con Federer e Djokovic il paragone è impietoso: entrambi hanno iniziato a dominare più tardi, perché limitati dall’età o dalla presenza di avversari superiori nel momento in cui si affacciavano all’élite.
Un nuovo modello di longevità?
Punto de Break ricorda come l’eccezionale permanenza del Big 3 al vertice abbia rappresentato un caso quasi irripetibile: nella storia recente, campioni come Agassi, Sampras, Lendl o Connors hanno attraversato cali di rendimento o si sono ritirati relativamente presto.
Il team di Alcaraz, conclude il sito, sta cercando di evitare proprio questo destino: l’obiettivo dichiarato è una carriera lunga, equilibrata e mentalmente sostenibile.
Un fenomeno già nella storia
Il verdetto è chiaro: Carlos Alcaraz è già oggi uno dei migliori tennisti della storia sotto i 23 anni.
La traiettoria, se mantenuta, potrebbe portarlo legittimamente nella discussione sul GOAT. Naturalmente niente è garantito, ammoniscono gli analisti, ma il futuro appare “appassionante e pieno di incognite”: esattamente il tipo di scenario che alimenta i sogni dei tifosi e le ambizioni di un campione che sembra nato per riscrivere la storia.