Raphael Collignon

21 Novembre 2025

Stefano Cagelli

Chi è Raphael Collignon, il nuovo volto del tennis belga che oggi sfida Berrettini in Coppa Davis

Nel giorno della semifinale di Coppa Davis tra Italia e Belgio, gli occhi di molti appassionati si posano su un nome che fino a poco tempo fa circolava quasi solo tra gli addetti ai lavori: Raphael Collignon. Il 23enne di origine statunitense – nato a Rochester, Minnesota, ma cresciuto in Belgio – è il volto nuovo della nazionale belga e oggi sarà chiamato a fronteggiare uno degli azzurri più iconici, Matteo Berrettini, in un match che può pesare enormemente sull’esito della sfida.

Un percorso rapido e sorprendente

Collignon è uno di quei giocatori che non bruciano le tappe, ma le percorrono con una costanza che alla lunga paga. Alto 1,91, destrorso con rovescio a due mani, si è affacciato al professionismo nel 2022, iniziando un percorso fatto di progressi lenti ma costanti.

Il 2025 si è rivelato l’anno della svolta: titoli nel circuito Challenger, prestazioni convincenti nei tornei ATP e il miglior ranking della carriera, a ridosso della top 70. Una crescita che ha attirato l’attenzione anche degli appassionati internazionali, soprattutto per la sua capacità di reggere mentalmente le partite più dure.

Il fattore Davis: una leadership nata quasi per caso

La Davis è una competizione particolare, capace di trasformare giocatori che nel circuito vivono all’ombra dei più grandi. Collignon lo ha dimostrato nei quarti, dove ha firmato una vittoria in rimonta contro Corentin Moutet fondamentale per portare il Belgio tra le prime quattro nazioni al mondo.

Non è un caso che il capitano, l’ex campione belga Steve Darcis, abbia deciso di puntare forte su di lui insieme a Zizou Bergs. Darcis lo conosce bene, ne apprezza la disciplina tattica e la solidità mentale, qualità indispensabili per affrontare partite in cui la pressione può travolgere anche i più esperti.

Un tennis moderno, aggressivo e pragmatico

Collignon non è uno showman del tennis: è un giocatore dal profilo razionale, che punta sulla continuità e su un ritmo costante da fondo campo. Il servizio, grazie alla sua struttura fisica, è un’arma che gli consente di guadagnare punti rapidi, ma il cuore del suo gioco resta l’aggressività costruita scambio dopo scambio.

Una delle sue qualità più evidenti è la capacità di adattarsi. Cambia schema quando serve, non si lascia ingabbiare da un piano tattico unico e sa modulare l’intensità a seconda dell’avversario. È uno stile meno spettacolare di altri, ma estremamente efficace.

Il confronto con Berrettini: Davide contro Golia? Non proprio

Il match di oggi rappresenta per lui un confronto affascinante e al tempo stesso complicato. Matteo Berrettini, pur reduce negli ultimi anni da alti e bassi fisici, resta uno dei giocatori più pericolosi in assoluto quando trova ritmo con servizio e dritto.

Per Collignon, però, la sfida non è proibitiva come potrebbe sembrare. Il belga arriva da una stagione ricca di continuità, ha acquisito fiducia negli appuntamenti importanti e ha dimostrato di saper giocare ad alto livello contro avversari più quotati.

Sarà cruciale per lui mantenere percentuali alte al servizio, evitare di regalare campo al dritto di Berrettini, cercare di allungare gli scambi per testare la condizione fisica dell’azzurro, gestire i momenti di pressione senza perdere aggressività. La Davis, inoltre, è un territorio emotivo: chi regge meglio la tensione spesso porta a casa il match, al di là del valore tecnico.

Un’occasione per cambiare status

Per il Belgio, arrivare alla finale sarebbe un risultato storico; per Collignon, potrebbe essere il momento che definisce una carriera. Una grande prestazione oggi non solo darebbe slancio alla sua nazionale, ma lo collocherebbe immediatamente nel panorama dei giocatori da seguire con maggiore attenzione nei prossimi anni.

Insomma, Collignon non è più una promessa: è un talento che sta maturando con sorprendente rapidità, e la partita di oggi contro Berrettini potrebbe diventare un capitolo decisivo nella sua storia sportiva.