L’Italia “ispirata dalla fratellanza” capace di assumere il “ruolo di dominatrice”. La stampa estera celebra il successo dell’Italia del tennis, vincitrice per la terza volta consecutiva della Coppa Davis, sottolineando la sua forza anche senza Jannik Sinner.
Spagna: la “campeonissima” vista da El País
Dalla Spagna El País da un lato si valorizza il percorso della Roja, che aveva eliminato Repubblica Ceca e Germania, dall’altro si riconosce che l’Italia si è dimostrata superiore nel momento decisivo. In un’analisi successiva, sempre su El País, la formula usata per descrivere gli azzurri: la Spagna “si scontra con la campeonissima Italia, padrona della Coppa Davis”.
L’articolo mette in evidenza la capacità degli italiani di vincere con una “Unità B”, cioè una squadra che non dipende da un solo giocatore, ma che si fonda sulla forza collettiva. Il pezzo conclude con un riconoscimento al valore dell’Italia, che ha saputo “tener testa” alla Spagna e portare a casa il titolo, confermandosi come una delle grandi potenze del tennis mondiale.
“Italia capitale mondiale del tennis” scrive invece Marca. “Per vincere, bisogna volerlo, ed è esattamente quello che hanno fatto le squadre italiane, mai stanche di sollevare trofei”, mentre As definisce la sconfitta degli iberici “più che onorevole”.
Francia: Le Monde pensa più al formato della Coppa Davis
In Francia, più che la cronaca pura, pesa lo sguardo critico sul torneo. Le Monde dedica spazio alla Coppa Davis con un articolo che parla apertamente di una competizione “incapace di frenare il proprio declino” e di un formato nuovo che non fa l’unanimità né tra i giocatori né tra gli appassionati. La finale di Bologna tra Italia e Spagna è citata come l’atto conclusivo della settimana, ma il focus del pezzo è nel confronto fra il vecchio spirito della Davis, fatto di trasferte, partite al meglio dei cinque set e atmosfere incandescenti, e la versione compatta che si gioca oggi.
L’Equipe fa invece riferimento alla storia di Flavio Cobolli (definito ‘lupo solitario’ dal quotidiano francese), che da ragazzino giocava a calcio nelle giovanili della Roma: “Considerata vulnerabile per le assenze di Jannik Sinner e Lorenzo Musetti, l’Italia ha conquistato domenica la terza vittoria consecutiva in Coppa Davis contro la Spagna. Già eroico contro il Belgio in semifinale, il ventitreenne Flavio Cobolli ha regalato il punto decisivo in una partita emozionante. L’ex terzino destro delle giovanili della Roma, che ha preferito il tennis al calcio, è un leader non convenzionale”.
Regno Unito: il racconto del Guardian
Nel panorama britannico il Guardian dedica alla finale un articolo lineare: Berrettini e Cobolli portano all’Italia il titolo di Coppa Davis dopo la vittoria sulla Spagna. E viene sottolineato come la squadra azzurra sia stata “incoronata campione per il terzo anno consecutivo”, quasi a dare per acquisito il fatto che l’Italia, ormai, in Davis Cup parta da favorita.
Il punto che il Guardian mette a fuoco e la consuetudine del successo, il terzo di fila, come se fosse un passo quasi naturale. Dall’altro la consapevolezza che ad arrivare in finale sono state due squadre rimaneggiate: l’Italia senza Jannik Sinner, la Spagna senza Carlos Alcaraz.
Sulla BBC, invece, un approfondimento interessante su legame che ha unito gli azzurri. “La ‘fratellanza’ ispira l’Italia per il terzo titolo di Coppa Davis”.
Germania: il “Titel-Hattrick” e la capacità di vincere dell’Italia
Der Tagesspiegel dedica alla finale un articolo dal titolo secco: “Titel-Hattrick perfekt: Italien gewinnt Davis Cup im Tennis”. Si sottolinea che, per la terza volta di fila, i tennisti italiani si assicurano il trofeo e che lo fanno pur senza “i due migliori professionisti del Paese ospitante”, ossia Sinner e Musetti. Il trionfo viene presentato come prova definitiva di una profondità di squadra che va oltre i singoli nomi: la capacità di vincere anche quando mancano le prime punte diventa il marchio distintivo del nuovo corso azzurro.
Die Welt guarda in primo luogo al percorso della Germania, ma fin dalla vigilia della semifinale riconosce all’Italia un ruolo centrale. Nei resoconti sul cammino tedesco si ricorda come la squadra di Volandri fosse già approdata in finale battendo il Belgio 2-0 senza Sinner, con un Cobolli protagonista in un tie-break “memorabile” chiuso 17-15 e in un’esultanza da “Hulk” che ha fatto il giro dei social.
Una stessa storia raccontata in lingue diverse
Ovunque tornano gli stessi elementi: la continuità del successo, condensata nel “tre volte di fila”; la profondità della rosa, resa evidente dal fatto che l’impresa arriva nell’assenza del numero uno; il peso del fattore casa, con Bologna trasformata in teatro di una consacrazione attesa; la sensazione, infine, che il tennis italiano abbia smesso di essere una storia di singoli lampi per diventare un progetto compiuto.