Sinner Alcaraz amicizia rivalità

25 Novembre 2025

Stefano Cagelli

“Sinner è ingiocabile per quasi tutti ma quando Alcaraz alza il livello non lo tiene nessuno”

La rivalità che sta riscrivendo il tennis mondiale porta il nome di Carlos Alcaraz e Jannik Sinner. Due talenti straordinari, due modi diversi di dominare, due campioni che stanno spostando gli equilibri del circuito maschile. E secondo Patrick Mouratoglou, una delle voci più autorevoli del panorama tecnico, ciò che stiamo vivendo è qualcosa di irripetibile.

In un’analisi pubblicata su LinkedIn, l’ex coach di Serena Williams ha scelto di non alimentare il solito dibattito su “chi sia il migliore”. Al contrario, ha invitato a cogliere l’essenza di una rivalità che, per intensità e qualità, non ha bisogno di paragoni con il passato.

Prima del Big 3 c’era un Big 2: Federer e Nadal”, ricorda Mouratoglou. “Federer dominava il circuito, ma Nadal dominava Federer. Un paradosso affascinante”.
Una dinamica che, secondo il tecnico francese, trova un’eco nell’attuale duello tra Sinner e Alcaraz.

Lo spagnolo ha chiuso l’ultimo anno da numero uno del mondo, forte dei titoli al Roland Garros e allo US Open. Nei confronti diretti conduce 10-6 e guida 3-1 nelle finali Slam. Eppure, osserva Mouratoglou, Sinner è il giocatore che più di tutti schiaccia il resto del circuito, capace di mantenere un livello costante e di altissima qualità nonostante tre mesi di stop.

Si dice spesso che Sinner sia il ‘vero’ numero uno, soprattutto dopo il dominio alle ATP Finals”, scrive. “Ma non credo che uno dei due sia davvero superiore all’altro: tecnicamente, tatticamente e mentalmente sono pari”.

La differenza, spiega Mouratoglou, emerge nel modo in cui i due campioni impongono il proprio tennis agli avversari.
Sinner domina con precisione, margine, continuità: “Contro di lui molti non possono fare nulla”.
Alcaraz, invece, lo fa con genialità e istinto: “Creatività, rischio, esplosività… e quando alza il livello, nessuno gli tiene il ritmo”.

Nonostante le inevitabili analogie, il coach francese frena ogni paragone con le dinastie passate: “Questo non è Federer–Nadal. È qualcosa di nuovo, qualcosa di unico. E siamo fortunati ad assistervi dall’inizio”.

In un’epoca che sembrava destinata al vuoto dopo il crepuscolo del Big 3, Sinner e Alcaraz si stanno caricando sulle spalle il peso della nuova era. E lo stanno facendo con una qualità che promette di segnare un’altra pagina indelebile nella storia del tennis.