Fabio Fognini Wimbledon

25 Novembre 2025

Federico Vincenti

Coppa Davis, l’attacco di Fognini: “Così per Alcaraz e Sinner non sarà mai una priorità”

Fabio Fognini non usa mezzi termini. A pochi mesi dal suo ritiro dal tennis professionistico, l’ex numero uno azzurro torna a parlare della Coppa Davis e lo fa con la consueta schiettezza. Il tre volte campione di Davis con l’Italia? No, ed è proprio questo uno dei punti che più gli bruciano. Ma andiamo con ordine.

“La nuova Davis? Peggiorata. E i big non la considerano”

Intervistato dal Corriere della Sera e ripreso da Eurosport, Fognini analizza il nuovo formato introdotto nel 2019 senza risparmiare critiche.

“L’hanno trasformata completamente, e secondo molti è peggiorata. Lo penso anch’io”, afferma senza esitazioni.

Secondo il ligure, le assenze di Jannik Sinner e Carlos Alcaraz — entrambe pesantissime nell’edizione 2025 — hanno tolto brillantezza alla competizione.

“Mancavano giocatori della top 10, c’era solo Zverev. Non è un bene per il torneo. Bisogna rivedere il formato. La verità è che per Jannik e Carlos la Davis non sarà mai una priorità”.

Una riflessione sincera, che fotografa perfettamente il momento della competizione: amata dal pubblico, ma sempre meno centrale nei calendari delle star del circuito.

L’assenza a Bologna e il nuovo Fognini: “Mi sono disconnesso dal tennis”

Molti si sono chiesti perché Fognini non fosse presente a Bologna, dove l’Italia ha sollevato la terza Davis consecutiva grazie a Berrettini e Cobolli.

“Ho preferito fare un passo indietro. La Davis è stata la mia vita, ma oggi seguo tutto da lontano. Confesso che non guardo più tennis, mi sono disconnesso”.

Oggi Fabio ha altri impegni — come la sua avventura televisiva a Ballando con le Stelle — ma non dimentica di mandare messaggi di congratulazioni ai suoi ex compagni, Cobolli in primis.

Una storia d’amore irrisolta con la Coppa Davis

Se c’è un tema che tocca particolarmente Fognini, è il suo rapporto con la Davis. Un legame intenso, fatto di 30 convocazioni e disponibilità incondizionata. Ma il destino ha voluto che le vittorie arrivassero proprio quando lui non c’era più.

“Ho tanti ricordi, medaglie e magliette. Ma non ho la Coppa Davis. È un sogno che non si è realizzato, e penso che me lo meritassi”.

Una ferita sportiva che probabilmente non si rimarginerà mai del tutto. Ma allo stesso tempo un riconoscimento affettuoso verso una squadra che, anche senza di lui, ha raggiunto risultati storici.