L’Italia chiude il 2025 confermandosi dominatrice assoluta della Coppa Davis. Il ranking per nazioni, pubblicato come di consueto al termine delle Finali dal sito ufficiale della competizione, certifica il secondo anno consecutivo degli azzurri al comando, con un margine che non lascia spazio a interpretazioni: 675,25 punti per la squadra guidata da Filippo Volandri, quasi duecento in più della più immediata inseguitrice, la Germania.
Il sistema di classificazione prende in esame i risultati delle ultime quattro stagioni, assegnando un peso maggiore alle prestazioni più recenti. E proprio gli exploit dell’Italia — iniziati con il trionfo del 2023 contro l’Australia e proseguiti con una continuità impressionante — hanno scavato un solco senza precedenti.
Un divario che racconta il dominio
Alle spalle degli azzurri si colloca la Germania, semifinalista nell’ultima edizione e trascinata da Alexander Zverev. Ma parlare di confronto diretto è quasi improprio: i tedeschi, con 479 punti, conservano sì la seconda posizione, ma a 196,25 lunghezze dall’Italia. Per rendere l’idea del margine, basta osservare che tra Germania e Romania, quarantesima con 286,25 punti, il divario è praticamente lo stesso.
La Spagna compie uno dei balzi più significativi del ranking, risalendo di sette posti fino al terzo gradino grazie ai risultati del 2025. Alle sue spalle scivola l’Australia, che perde la piazza d’onore accumulando appena due punti di ritardo rispetto agli iberici.
Azzurri nell’élite dal 2001 a oggi
L’Italia è la decima nazione a raggiungere il vertice del ranking dalla sua introduzione nel 2001. Prima degli azzurri, il primo posto era stato appannaggio di Argentina, Australia, Canada, Croazia, Cechia, Francia, Gran Bretagna, Russia e Spagna. Da quando Jannik Sinner e compagni hanno sollevato la Coppa nel 2023, nessuno è più riuscito a scalzarli.
Top 10: sale il Belgio, arretrano USA e Francia
La top ten aggiornata registra anche il grande salto del Belgio di Zizou Bergs, che si arrampica fino alla quinta posizione guadagnando sei posti. Perdono invece terreno i Paesi Bassi, ora sesti.
Dal settimo al decimo posto, si registra una serie di scivoloni: Stati Uniti, Francia, Canada e Argentina perdono tutti due posizioni, ritrovandosi a chiudere la prima fascia del ranking.