Berrettini Coppa Davis

19 Dicembre 2025

Stefano Maffei

Quando il cambio coach fa la differenza, Berrettini pronto a una nuova avventura?

Nel tennis professionistico il cambio di allenatore rappresenta spesso un passaggio chiave, che va oltre gli aspetti puramente tecnici. È una scelta che riflette valutazioni sul percorso intrapreso e sulle prospettive future. In questa fase Matteo Berrettini si trova davanti a un momento di riflessione importante, legato alla necessità di rilanciare la propria carriera dopo stagioni condizionate da infortuni e discontinuità.

Dubai, l’off-season e i segnali sul futuro

Durante l’off-season, a Dubai, Berrettini si sta allenando insieme a Jannik Sinner. Accanto a loro è stato avvistato Thomas Enqvist, ex numero 4 del ranking ATP ed ex capitano di Coppa Davis svedese. La sua presenza non è passata inosservata e ha alimentato le ipotesi su un possibile coinvolgimento futuro nello staff del tennista romano.

Dubai è da anni una delle sedi preferite dai giocatori per la preparazione lontano dai tornei ufficiali. In questo contesto, le sessioni condivise tra Berrettini e Sinner assumono un significato che va oltre il semplice allenamento: rappresentano un confronto tecnico e competitivo con uno dei riferimenti del tennis mondiale attuale. L’eventuale ruolo di Enqvist, qualora venisse confermato, indicherebbe una fase di evoluzione più che di semplice ricostruzione.

Berrettini arriva a questo momento dopo la separazione da Vincenzo Santopadre, allenatore con cui aveva costruito i migliori risultati della carriera, tra cui la finale di Wimbledon e l’ingresso stabile nella top 10. Successivamente ha lavorato con Francisco Roig e poi con Alessandro Bega, alla ricerca di un nuovo equilibrio tecnico e gestionale.

Il peso del coach nel tennis moderno

Nel tennis moderno la figura dell’allenatore ha assunto un ruolo sempre più ampio. Oltre al lavoro sul campo, il coach incide sulla gestione mentale, tattica e programmatica della stagione. Per un giocatore come Berrettini, caratterizzato da un tennis offensivo ben definito, la sfida è adattare le proprie armi a un circuito che ormai conosce a fondo le sue soluzioni.

L’esperienza di Enqvist, maturata sia come giocatore sia come allenatore e dirigente, potrebbe offrire un contributo in termini di lettura delle fasi di carriera e di gestione dei momenti complessi. Negli ultimi anni diversi top player hanno dimostrato come un cambio di guida tecnica possa rappresentare un’opportunità, pur senza garanzie automatiche di successo.

Il tema degli infortuni resta centrale nel percorso di Berrettini. Tuttavia, la questione non riguarda solo il recupero fisico, ma anche la capacità di ritrovare fiducia e continuità nel proprio gioco. In questo senso, il lavoro dello staff assume un’importanza strategica, soprattutto nella programmazione e nelle scelte tattiche.

La stagione 2025, conclusa con la Coppa Davis, ha visto Berrettini nuovamente protagonista con la maglia azzurra. Allenarsi con Sinner durante l’off-season può essere letto come un segnale di confronto con standard elevati e di volontà di mantenersi competitivo ad alto livello.

Al momento non ci sono conferme ufficiali sull’ingresso di Enqvist nello staff di Berrettini. Tuttavia, le immagini e le indiscrezioni emerse da Dubai indicano una fase di valutazione significativa. In un circuito in continua evoluzione, la capacità di prendere decisioni tempestive e mirate può fare la differenza.

Per Berrettini non si tratta di una rivoluzione tecnica, ma della ricerca di continuità e solidità. L’eventuale inserimento di una figura esperta come Enqvist potrebbe rappresentare un passo in questa direzione, in vista di una stagione in cui l’obiettivo sarà tornare stabilmente ai vertici del tennis internazionale.