Cobolli Alcaraz

21 Dicembre 2025

Stefano Cagelli

Cobolli: “Due ore di allenamento con Alcaraz sembrano venti minuti”

Dopo un finale di stagione da protagonista assoluto, Flavio Cobolli guarda con ambizione al futuro. Il giovane tennista fiorentino è stato uno degli uomini copertina dell’ultimo mese azzurro, vestendo i panni dell’eroe nella finale della Copa Davis 2025, dove ha firmato una rimonta memorabile contro Jaume Munar. Ora, con maggiore lucidità, Cobolli traccia un bilancio della sua annata e si proietta verso la prossima stagione.

Lo sguardo è già rivolto al 2026, un anno che si preannuncia cruciale per la sua crescita. In preparazione al nuovo corso, Cobolli ha avuto l’opportunità di condividere il campo con Carlos Alcaraz, un’esperienza che lo ha colpito profondamente, sia dal punto di vista tecnico che mentale.

Due ore che volano con Alcaraz

“Le due ore di allenamento con Alcaraz sembrano venti minuti, mentre quando ti alleni con un altro giocatore sembrano davvero due ore”, ha raccontato Cobolli parlando delle sessioni svolte a Murcia. “Ovviamente mi sta dando tanti consigli, ma anche quando non dice nulla imparo moltissimo semplicemente osservandolo”. Parole rilasciate al Tg1, che fotografano bene l’impatto avuto dal numero uno spagnolo sul percorso di crescita dell’azzurro.

Il confronto con Sinner e i margini di miglioramento

Inevitabile, poi, il riferimento alla rivalità sempre più accesa tra Alcaraz e Jannik Sinner, due punti di riferimento del tennis mondiale e avversari destinati a incrociare sempre più spesso il cammino di Cobolli. “Cosa devo migliorare nel 2026? Secondo il mio team, tutto”, ha ammesso con sincerità. “Mi sento molto forte in alcune aree, ma so di avere ancora tanto margine di crescita”.

E su Sinner, il classe 2002 non si nasconde: “Nella vita bisogna essere anche realisti. Io lavoro ogni giorno per arrivare dove è lui, ma riconosco che al momento è ancora molto lontano da me”.

Consapevolezza, umiltà e voglia di migliorarsi: Cobolli riparte da qui, con l’obiettivo di trasformare l’esperienza accumulata – e gli allenamenti con i migliori al mondo – nel trampolino di lancio per la definitiva consacrazione nel grande tennis.