Dopo una stagione quasi interamente compromessa dagli infortuni, Thanasi Kokkinakis è tornato in campo all’ATP Brisbane 2026, vincendo il match d’esordio nel torneo di doppio insieme a Nick Kyrgios. Un risultato inatteso, alla luce di un percorso medico e chirurgico che lo stesso giocatore definisce estremo.
Negli ultimi dodici mesi Kokkinakis ha convissuto con una lesione complessa e difficile da diagnosticare. «Ho parlato con molti chirurghi e medici, anche con il medico di Rafa Nadal, ma nessuno era davvero sicuro di cosa stesse succedendo», ha spiegato in conferenza stampa. «Nessun fisioterapista o medico si sentiva a proprio agio nell’indicare una strada precisa».
Alla base della scelta di operarsi c’è stata l’impossibilità di continuare in quelle condizioni. «Giocavo una partita, magari vincevo, ma poi il braccio era distrutto per i due turni successivi. Era diventato insostenibile».
L’intervento è stato fuori dagli standard abituali del tennis professionistico. Kokkinakis ha subito una resezione parziale del pettorale e l’impianto di un allograft: un tendine d’Achille proveniente da un donatore, utilizzato per collegare il pettorale alla spalla. «È una procedura da cui è difficilissimo recuperare, anche perché non c’è nessuno con cui confrontarsi. Nessuno l’aveva mai fatta nel tennis».
Il rientro resta incerto. «Ci sono giorni in cui mi sento bene e altri in cui penso che non tornerò più a giocare. Sto andando avanti giorno per giorno. Ho lavorato molto solo per darmi una possibilità di scendere in campo, almeno in doppio. Non so cosa mi aspetta».
A sottolineare la portata del lavoro svolto è stato Kyrgios, suo compagno a Brisbane: «Si sottovaluta quanto sia complesso prepararsi quando non puoi seguire un calendario completo. Devi gestire i carichi, fare molta fisioterapia e, in casi come il suo, non hai riferimenti. Vederlo competere a questo livello, dopo quasi un anno fuori, è stato sorprendente».
Il successo in doppio non chiarisce il futuro di Kokkinakis, ma rappresenta un primo passo dopo uno dei percorsi di recupero più atipici visti di recente nel circuito.