Dopo una settimana da sogno, Valentin Vacherot entra nel Top 100 ATP e sfiderà Novak Djokovic per un posto in finale. “È una pressione divertente, io non dovrei nemmeno essere qui”, racconta il sorprendente protagonista del Masters 1000 di Shanghai.
Un sogno diventato realtà
Valentin Vacherot è senza dubbio la grande rivelazione del 2025 tennistico. Arrivato al Masters 1000 di Shanghai da numero 204 del mondo e senza neppure la certezza di poter accedere alle qualificazioni, il 26enne monegasco ha firmato un’impresa che resterà nella storia del tennis del Principato: la prima semifinale in un Masters 1000 mai raggiunta da un giocatore di Monaco.
Nel suo percorso, Vacherot ha eliminato quattro teste di serie consecutive, tra cui il numero 11 del mondo Holger Rune, superato in rimonta con il punteggio di 2-6, 7-6(4), 6-4. Prima di lui erano caduti Alexander Bublik, Tallon Griekspoor e, complice un ritiro, Tomas Machac. Una corsa incredibile che lo proietta direttamente al numero 92 del ranking mondiale e gli regala un appuntamento da sogno: una semifinale contro Novak Djokovic.
“È tutto irreale, io non dovrei essere qui”
“Sto vivendo un momento irreale — ha raccontato Vacherot in conferenza stampa —. Già dopo le prime vittorie ero emozionatissimo, ma questa semifinale è qualcosa di ancora più grande. Passare in pochi giorni dal numero 200 al 92 ATP è semplicemente incredibile. Condividere tutto questo con mio fratello, che è anche il mio allenatore, con la mia fidanzata e la mia famiglia, lo rende ancora più speciale”.
Il monegasco, che nel 2024 era rimasto fermo per sei mesi a causa di un infortunio dopo il Roland Garros, aveva fissato un obiettivo chiaro per la stagione: entrare nei primi 100 del mondo. “L’anno scorso è stato durissimo. Mi ero fermato quando ero a 30 punti dal Top 100, poi sono crollato in classifica. Ma continuavo a dirmi che avrei chiuso l’anno tra i primi cento, anche se sembrava impossibile. Non pensavo sarebbe successo così, in un solo torneo”.
Una pressione “divertente”
Nonostante il clamore mediatico e l’attenzione crescente, Vacherot assicura di non aver cambiato nulla nella sua routine. “Faccio le stesse cose ogni giorno. Non mi sento sotto una pressione negativa. Quando scendo in campo e vedo tanta gente, la vivo come una spinta positiva. È una pressione divertente. Io non dovrei essere qui, quindi la pressione è tutta sugli altri. Forse è per questo che riesco a giocare libero”.
L’emozione di sfidare Djokovic
Sabato lo attende il match più importante della carriera: una semifinale contro Novak Djokovic. “Ho iniziato da poco la mia carriera professionale, nel 2022. Non ho mai giocato contro Federer, e ho solo incrociato Nadal una volta. Giocare contro Djokovic sarà qualcosa di straordinario. So che non mancherà molto al suo ritiro, quindi poter affrontare uno dei Big Three è già un onore enorme”.
L’orgoglio di un piccolo grande Paese
Il successo di Vacherot ha acceso l’entusiasmo nel piccolo ma unito movimento tennistico monegasco. “Quando Romain Arneodo ha vinto il doppio a Montecarlo, ho pianto di gioia. Siamo una piccola famiglia, solo quattro giocatori. Ci sosteniamo a vicenda. Vedere i successi di Romain o di Hugo Nys mi ha motivato, e ora è il mio turno. Prima di venire qui ho visto un video del club dove tutti guardavano insieme le mie partite: mi sono quasi commosso”.
Con la semplicità e la serenità di chi sa di vivere un sogno, Valentin Vacherot è pronto a continuare la sua favola contro il numero uno del mondo. “È una grande gioia per tutti noi. Spero solo che questo sogno non finisca qui”.