Cobolli vince al primo turno a Vienna

7 Dicembre 2025

Stefano Cagelli

Flavio Cobolli non è sazio e rilancia la sfida per il 2026

Flavio Cobolli ha salutato il 2025 con un messaggio carico di emozione e ambizione. “Ho affrontato tante battaglie e ho vissuto momenti che non scorderò mai”, ha scritto su Instagram, accompagnando il congedo dalla stagione con la promessa di voler alzare ancora l’asticella: “Continuerò a lavorare insieme al mio team per migliorare e raggiungere nuovi obiettivi, dando il massimo e divertendomi”.

Un proposito che, a giudicare dalla prima storia pubblicata il giorno dopo, ha già preso forma: una foto dei campi in terra del Monte-Carlo Country Club, accompagnata da un eloquente “Start”. È da lì che Cobolli ha scelto di ripartire, iniziando la preparazione verso un 2026 che immagina ricco di conferme e nuove ambizioni, insieme al papà-coach Stefano e al resto del team.

Un 2025 da ricordare, ma soprattutto da superare

Il romano chiude la stagione al n.22 del ranking mondiale, dieci posizioni più avanti rispetto all’anno precedente. Un progresso sostenuto da tappe significative: i primi due titoli ATP in carriera, conquistati a Bucarest e Amburgo, entrambi sulla terra battuta, e soprattutto l’exploit a Wimbledon, dove ha raggiunto il suo primo quarto di finale Slam.
Sul Centre Court, Cobolli si è arreso a Novak Djokovic solo in quattro set, portando però a casa una consapevolezza nuova, da vero top player. Quel risultato gli aveva consentito di spingersi fino al best ranking di n.17.

E pensare che il 2025 era iniziato in salita: otto sconfitte consecutive, qualche problema fisico e un rendimento altalenante che lasciava presagire tutt’altro scenario. La svolta è arrivata in primavera, con il titolo in Romania, preludio a un’estate di crescita costante.

La spinta della Davis e la fame di riscatto

Il finale di stagione ha poi aggiunto un tassello decisivo: il trionfo in Coppa Davis a Bologna, con tre vittorie in singolare e il punto che ha chiuso la finale. Un’esperienza che Cobolli ha definito “indimenticabile” e che potrebbe rappresentare un trampolino psicologico fondamentale.

Tra i motivi di motivazione per il 2026 c’è anche la voglia di riscattare la delusione degli Internazionali d’Italia. A Roma, il peso di giocare davanti al pubblico di casa lo aveva frenato già all’esordio contro Luca Nardi. Un passaggio chiave della sua maturazione: imparare a gestire l’emotività nei contesti più sentiti.

Allenarsi con Alcaraz, mirare più in alto

La preparazione prevede un imminente volo in Spagna, dove Cobolli tornerà ad allenarsi con Carlos Alcaraz, come già successo nel 2023. Stavolta, però, il confronto avverrà con uno status diverso e con un bagaglio tecnico-tattico più corposo.

Un aspetto su cui lavorare sarà la competitività contro i Top 10. Nel 2025 Cobolli ha affrontato otto match contro giocatori di vertice, vincendo solo il primo — quello con Holger Rune a Madrid, chiuso per ritiro del danese — e perdendo i successivi sette, con un parziale di 2-16 nei set. Tra queste sconfitte pesa quella di Toronto contro Ben Shelton, sfida in cui il romano aveva servito per chiudere l’incontro, prima di cedere al tie-break del terzo.

Episodi che, però, raccontano un giocatore ancora in piena evoluzione, consapevole dei passi avanti e delle aree da migliorare.

Verso il 2026: pochi punti da difendere, grandi opportunità

Cobolli entra nel 2026 con margini interessanti per scalare il ranking: avrà pochi punti da difendere nella prima parte dell’anno e la chance concreta di riprendersi un posto in Top 20 già nei primi mesi.

L’obiettivo? Dare continuità ai progressi mostrati da Bucarest in poi, raffinare ulteriormente il proprio tennis e trasformarsi in un avversario sempre più scomodo per l’élite mondiale.

Il messaggio con cui ha aperto la nuova stagione appare chiaro: Cobolli è pronto a presentarsi agli ostacoli con “spalle più larghe” rispetto all’ultima volta. La sfida del 2026 è ufficialmente iniziata.