Sinner, Musetti e Darderi agli ottavi di finale dell'Australian Open

1 Febbraio 2026

Valeria Lorenzi

Ranking Atp, ora Alcaraz ha staccato Sinner. In primavera Jannik deve cambiare passo

La corsa alla prima posizione del ranking Atp, come noto, è al momento totalmente riservata a due nomi: Carlos Alcaraz e Jannik Sinner. I due hanno una distanza siderale dagli inseguitori, costretti in questa fase a contendersi “solo” la piazza d’onore. La lotta tra lo spagnolo e l’italiano, che ha già illuminato la scorsa stagione, sembra poter essere replicabile anche nel 2026.

Il duello Sinner-Alcaraz all’Australian Open 

Chiariamolo subito: a Melbourne Jannik non aveva alcuna possibilità di insidiare la prima posizione di Carlitos. E l’andamento del torneo ha aumentato il divario tra i due. l nativo di Murcia ha già incrementato di 1700 punti il suo bottino, vincendo il torneo, e migliorando di gran lunga il risultato dello scorso anno, quando si fermò ai quarti. Come si può vedere dal nostro ranking Live, Alcaraz guida ora con 13650 punti, ben 3350 punti in più di Sinner, fermo a 10.300 dopo l’eliminazione in semifinale contro Novak Djokovic.

Le possibilità di sorpasso, per Jannik, erano precluse fin dall’inizio perché, a differenza del suo rivale, doveva (e deve ancora) difendere i duemila punti raccolti con la vittoria dello scorso anno. Le migliori proiezioni, spinevano Sinner ad un massimo di 11500 punti. E invece i 1200 punti persi rispetto allo scorso anno lo fotografano ancora ben lontano dallo spagnolo, che a suo volta ha incrementato prepotentemente il vantaggio.

La finestra decisiva: febbraio – inizio maggio

Per un possibile sorpasso, quindi, Sinner deve guardare oltre Melbourne. Tra febbraio e l’inizio di maggio, infatti, non ha alcun punto da difendere, complice la squalifica che lo aveva costretto ai box nello stesso periodo del 2025. In quei tre mesi il margine di crescita è enorme: con i Masters 1000 di Indian Wells, Miami, Montecarlo e Madrid, il ventitreenne altoatesino avrà la possibilità teorica di raccogliere fino a 4000 punti, ai quali potrebbe eventualmente aggiungere quelli derivanti da altri tornei, qualora decidesse di inserire nuove tappe nella programmazione. Dodici mesi fa avrebbe dovuto disputare Doha e Rotterdam, ed era già arrivato in Qatar prima dello stop forzato.

Anche Alcaraz ha poche cambiali nei primi mesi

Nemmeno Alcaraz presenta un bilancio particolarmente pesante nei primi mesi della stagione. La sua dote da difendere è ridotta ai 500 punti del titolo di Rotterdam, ai 100 ottenuti a Doha, ai 400 della semifinale di Indian Wells e ai soli 10 incassati con l’uscita immediata a Miami. La parte più impegnativa arriverà più avanti, con la stagione su terra e con la difesa dei 1000 punti ottenuti a Montecarlo.