Darderi Buenos Aires

16 Febbraio 2026

Stefano Cagelli

Darderi si ferma in finale a Buenos Aires: Cerundolo trionfa in casa. La Top 20 resta nel mirino

Si interrompe a Buenos Aires la striscia perfetta di Luciano Darderi nelle finali ATP. Dopo aver vinto le prime quattro disputate in carriera, l’azzurro si arrende per la prima volta all’ultimo atto di un torneo del circuito maggiore. A sollevare il trofeo è Francisco Cerundolo, numero 19 del mondo e primo argentino del ranking, che si impone 6-4 6-2 davanti al pubblico di casa conquistando il quarto titolo ATP, il primo da Umag 2024.

Per Darderi sfuma l’ingresso immediato in Top 20, ma resta la soddisfazione di un nuovo best ranking: da lunedì sarà numero 21 ATP, sempre più vicino all’élite del tennis mondiale.

Cerundolo, profeta in patria

Dopo due finali perse a Buenos Aires, Cerundolo centra il bersaglio grosso nel torneo di casa. Un successo dal sapore speciale per il 26enne argentino, che aveva più volte dichiarato quanto desiderasse vincere davanti al proprio pubblico.

“Probabilmente è il momento più bello della mia carriera finora – ha raccontato a fine match –. Volevo davvero vincere qui nella mia città, nel mio Paese, con i miei amici e la mia famiglia. Questa sensazione è incredibile. Ho lottato tanto in questi anni, ho provato a vincere e non ci ero riuscito. Oggi ho giocato una delle mie migliori partite: non gli ho permesso di prendere l’iniziativa e ho lottato su ogni punto”.

Parole che fotografano perfettamente l’andamento dell’incontro: intensità, solidità e una gestione tattica impeccabile.

La cronaca della finale

Il primo break arriva in apertura di match ed è firmato Cerundolo, che sale 2-1 approfittando di qualche incertezza di Darderi. Un falso rimbalzo condiziona l’avvio del game, poi l’azzurro sbaglia una palla corta e, senza prime in campo nei punti decisivi, subisce l’aggressività dell’argentino.

La reazione di Darderi è immediata e orgogliosa. Nel game successivo Cerundolo scivola sotto 0-30 e viene trascinato ai vantaggi in un gioco fiume da 18 punti. L’azzurro si procura tre palle break per l’immediato contro-break, ma non riesce a concretizzarle: prima un solido rovescio diagonale dell’argentino, poi un errore in risposta e infine uno splendido punto del padrone di casa – palla corta e pallonetto al volo – chiudono la porta a “Luli”. Dopo 22 minuti Cerundolo conduce 3-1.

Il primo set evidenzia subito le differenze tattiche: Darderi prova ad accorciare gli scambi e fa valere la sua esplosività nei rally brevi (meno di cinque colpi), mentre Cerundolo impone il proprio ritmo con il diritto pesante e profondo, sfruttando con continuità la prima esterna da entrambi i lati. L’argentino domina negli scambi lunghi, vincendone 12 su 15 oltre i nove colpi, e mostra maggiore lucidità nelle fasi difensive.

Sul 5-3 Darderi ha un’altra grande occasione (15-40), ma non la sfrutta. Nel decimo game annulla due set point – il secondo con una splendida contro-smorzata – ma al terzo tentativo Cerundolo chiude 6-4 tra l’entusiasmo del pubblico del Buenos Aires Lawn Tennis Club.

Il secondo set si apre con un altro break per l’argentino, ma Darderi reagisce subito: complice anche un falso rimbalzo sulla palla break, strappa il servizio a zero e impatta sull’1-1. La tensione, però, resta alta. L’azzurro si lascia andare a qualche sfogo verso il suo angolo e perde nuovamente la battuta a zero per l’1-2.

Cerundolo, pur salvando un’ulteriore palla break, è il primo a consolidare il servizio nel parziale e allunga sul 3-1. L’inerzia non cambia: l’argentino continua a comandare gli scambi, mentre Darderi fatica a trovare continuità e precisione rispetto ai match precedenti del torneo. Il secondo break per il 5-2 è l’anticamera del trionfo.

Al secondo match point, con un diritto vincente in controtempo, Cerundolo chiude i conti e si lascia cadere sulla terra battuta, mescolando l’ocra del campo all’arancio della maglietta, prima di ricevere l’abbraccio dei tifosi.

Per Darderi resta l’amaro per un titolo sfumato, ma anche la consapevolezza di aver compiuto un ulteriore passo verso l’élite. La Top 20 è rimandata, non cancellata: il percorso dell’azzurro continua a guardare in alto.