Jannik Sinner sarà al Mutua Madrid Open 2026. Dopo qualche dubbio legato alla gestione del calendario sulla terra rossa, la scelta è stata fatta: il numero uno del mondo giocherà anche il Masters 1000 spagnolo.
La decisione arriva in un momento molto positivo. Sinner ha costruito negli ultimi mesi una continuità di risultati che lo ha portato a vincere tre Masters 1000 uno in fila all’altro (Indian Wells, Miami e Montecarlo), riprendere, superare ed allungare su Carlos Alcaraz nel ranking Atp. Non è tanto una questione di singoli exploit, quanto di rendimento costante.
Madrid, in questo senso, rappresenta qualcosa di più di una tappa intermedia. Le condizioni di gioco – terra rossa ma in altura, quindi più veloce rispetto ad altri tornei sul rosso – si avvicinano a caratteristiche che negli ultimi anni hanno favorito il suo tennis. Il servizio e la capacità di prendere in mano lo scambio da fondo possono avere un peso ancora maggiore rispetto, per esempio, a Roma o Parigi.
C’è poi un dato che rende il torneo particolarmente interessante. Sinner arriva a Madrid con una serie aperta di successi di quattro Masters 1000 consecutivi (compreso Parigi 2025). Un’eventuale vittoria gli permetterebbe di allungare ulteriormente questa striscia ed arrivare a cinque, un record assoluto. Non è un obiettivo dichiarato in modo esplicito, ma è inevitabilmente sullo sfondo visto che nessuno è mai riuscito nell’impresa.
Anche il contesto competitivo gioca a suo favore. L’assenza di Carlos Alcaraz, fermato da un problema al polso che lo ha costretto al ritiro a Barcellona, cambia gli equilibri del tabellone e toglie di mezzo uno l’avversario più pericoloso, soprattutto su questa superficie.
Dal punto di vista della classifica Madrid è un’opportunità concreta. Sinner non ha punti da difendere e può quindi aumentare il margine proprio sullo spagnolo, consolidando ulteriormente la posizione di numero uno. Se vincesse nella capitale spagnola, avrebbe la certezza di arrivare al Roland Garros da numero uno del mondo.
Resta comunque una variabile importante: la gestione delle energie. Il calendario è fitto e la stagione sulla terra richiede adattamenti continui. Giocare anche a Madrid significa accettare un carico di partite elevato in vista degli appuntamenti di Roma e Parigi, con il rischio di arrivare meno fresco agli appuntamenti decisivi. È una scelta che privilegia la continuità rispetto al risparmio di energie.