L’azzurro supera il numero 8 del mondo dopo quasi tre ore di battaglia agli Internazionali BNL d’Italia
Matteo Arnaldi si riprende la scena nel momento più importante. Agli Internazionali BNL d’Italia, davanti al pubblico romano che non ha mai smesso di crederci, il ligure ritrova il tennis dei giorni migliori e firma una delle vittorie più belle della sua carriera: 4-6 7-6(5) 6-4 contro Alex De Minaur, numero 8 del mondo, dopo quasi tre ore di battaglia nella nuova BNP Paribas Arena.
Un successo che vale molto più del passaggio del turno. Vale la fine di un lungo tunnel fatto di infortuni, stop e classifica precipitata fuori dai primi cento del mondo. E vale soprattutto il ritorno di un giocatore che, appena due anni fa, era arrivato fino al numero 30 ATP e sembrava destinato a restare stabilmente nell’élite del tennis mondiale.
Nel trionfo azzurro in Coppa Davis 2023 tutti ricordano l’impresa di Jannik Sinner contro Novak Djokovic a Malaga, con tre match point annullati in semifinale. Ma nella finale contro l’Australia fu proprio Arnaldi a dare una spinta decisiva alla squadra, battendo Alexei Popyrin e consegnando poi a Sinner la possibilità di chiudere la pratica contro De Minaur senza passare dal doppio, terreno storicamente favorevole ai “canguri”.
Gli infortuni, il crollo in classifica e la rinascita di Arnaldi
Da allora, però, qualcosa si era inceppato. Mentre il tennis italiano viveva il suo boom — con Sinner in vetta, Musetti in Top 10, Cobolli e Berrettini protagonisti in Davis e Darderi in continua crescita — Arnaldi sembrava sparito dai radar. Eppure la sua ascesa era stata rapidissima: numero 998 ATP a fine 2020, 363 nel 2021, 134 nel 2022 fino al best ranking di numero 30 nell’agosto 2024.
A frenarlo è stato un problema fisico tanto serio quanto complicato da individuare. Per mesi il sanremese ha convissuto con un dolore sotto il piede destro che gli impediva di allenarsi e competere con continuità. Solo in seguito è stata diagnosticata una microfrattura al sesamoide mediale, un infortunio delicato che provoca dolore nella zona dell’alluce. Come se non bastasse, a gennaio è arrivato anche un problema alla caviglia. Una vera via crucis.
I segnali della rinascita erano però arrivati già nei giorni scorsi, con il successo nel Challenger 175 conquistato battendo Juan Manuel Cerundolo, Nuno Borges e Hubert Hurkacz. Roma gli ha poi aperto le porte con una wild card, necessaria visto il ranking numero 106 che non gli avrebbe garantito l’ingresso diretto in tabellone.
Internazionali Roma: Arnaldi-De Minaur, una battaglia da ricordare
Dopo il successo all’esordio contro Jaume Munar, la sfida con De Minaur rappresentava il primo vero banco di prova ad altissimo livello. E Arnaldi lo ha superato mostrando personalità, intensità e soprattutto una condizione fisica finalmente ritrovata. Il match è stato durissimo fin dall’inizio. De Minaur, rapidissimo negli spostamenti e abilissimo nel togliere tempo all’avversario, ha imposto subito ritmi altissimi. Arnaldi ha retto bene nella prima parte del set, ma qualche sbavatura — compreso un doppio fallo pesante — gli è costata il break decisivo del 4-6.
Nel secondo parziale la sfida è diventata una battaglia di nervi. I due si sono affrontati quasi a specchio, scambiando colpi velocissimi da fondo e alternando improvvise smorzate per spezzare il ritmo. Arnaldi ha annullato i momenti delicati con coraggio, come nel settimo game chiuso con un ace per il 4-3. Il set è scivolato inevitabilmente al tie-break, aperto da uno scambio estenuante di 31 colpi vinto dall’azzurro. Da lì Matteo ha mantenuto quel minimo margine necessario per chiudere 7-5 grazie a una prima vincente che ha fatto esplodere l’arena.
Il terzo set è stato puro caos agonistico. De Minaur si caricava a ogni punto con pugnetti e “vamos”, mentre il pubblico romano trascinava Arnaldi in un’atmosfera sempre più infuocata. Sul 3-3 l’azzurro ha annullato una delicatissima palla break con un ace sulla riga dopo uno straordinario passante dell’australiano. Il momento decisivo è arrivato nel settimo game. Arnaldi ha trovato due passanti clamorosi che hanno mandato fuori giri De Minaur, costretto a forzare fino all’errore che gli è costato il servizio. Sembrava finita, ma l’australiano ha reagito immediatamente riportandosi sul 4-4 attaccando il rovescio dell’azzurro.
A quel punto, però, la BNP Paribas Arena era diventata una bolgia. Cinquemila persone tutte dalla parte di Arnaldi. De Minaur ha accusato il colpo, ha perso nuovamente il servizio — addirittura a zero — e ha sfogato la frustrazione spaccando la racchetta. Con qualche goccia di pioggia a cadere sul Centrale e metà stadio in piedi tra bandiere tricolori e ombrelli aperti, Arnaldi è andato a servire per il match senza tremare. L’ultimo diritto dell’australiano è finito lungo, oltre la riga di fondo. E lì è esplosa la festa. Dopo 2 ore e 56 minuti, Matteo Arnaldi si è preso Roma e, forse, anche il suo nuovo inizio.