Musetti contro Tiafoe: prospettive Ranking e Race

5 Maggio 2026

Federico Vincenti

Musetti, Roma e il fattore pubblico: così proverà a riprendersi la scena

Agli Internazionali BNL d’Italia torna sotto i riflettori Lorenzo Musetti, tra i protagonisti più attesi e primo degli azzurri a presentarsi in conferenza stampa nei tradizionali Media Day. Dopo la semifinale centrata nel 2025, il tennista carrarino arriva al Foro Italico con l’obiettivo di rilanciare una stagione frenata dall’infortunio muscolare accusato agli Australian Open, quando stava dominando il match contro Novak Djokovic.

Quel problema fisico ha interrotto un avvio di stagione promettente, costringendolo a saltare parte del calendario e a inseguire la miglior condizione. Anche il ritorno sulla terra europea non è stato lineare, tra Monte-Carlo Masters, Barcellona e Madrid. Roma rappresenta quindi un passaggio chiave, su una superficie che storicamente esalta il suo tennis.

Musetti si presenta con un profilo diverso rispetto al passato: più esperienza, un best ranking da numero 5 del mondo e il bronzo olimpico conquistato a Giochi Olimpici di Parigi 2024. Eppure, il focus resta sulla ricerca delle sensazioni migliori.

Nuove generazioni e stimoli

Nel corso dell’incontro con i media, il tema si sposta anche sui giovani emergenti del circuito:
Sono molto contento perché i giovani sono sempre stati quelli che hanno permesso ai più ‘vecchi’ di migliorarsi. È uno stimolo importante per noi. Non mi voglio definire un veterano, ma ho già vissuto qualche anno nel Tour. Vedere altri che crescono è uno stimolo in più per cercare di alzare il livello e mantenere un buon vantaggio sui più giovani”.

Un riferimento diretto ai nuovi nomi in ascesa, tra cui Rafael Jodar e Alexander Blockx:
Mi hanno impressionato entrambi. La cosa che mi ha colpito di più è che caratterialmente sono due ragazzi molto seri, molto inquadrati e che non hanno evidenti punti di rottura”.

I ricordi di Roma come base per ripartire

Roma, per Musetti, non è un torneo qualunque. È il luogo dei primi segnali importanti nel circuito maggiore, a partire dal successo contro Stan Wawrinka nel 2020:
Quando vengo qua faccio fatica a non rivedere gli highlights di quella partita e di quella contro Nishikori. Sono state la conferma che potevo avere un posto nel professionismo”.

Un’edizione, quella del 2020, segnata però dall’assenza del pubblico:
L’unica cosa che rimpiango è che non c’era pubblico, quindi non ho potuto condividere quelle emozioni, anche se c’era stato molto clamore mediatico”.

Tra i ricordi più recenti, anche il quarto di finale dello scorso anno contro Alexander Zverev:
Secondo me è stata una bella partita anche dal punto di vista mentale. Aver presente quei momenti ci servirà per fare bene anche quest’anno”.

Condizioni di gioco e adattamento

Sul piano tecnico, Musetti non si aspetta particolari sorprese:
I campi al Foro Italico sono più lenti rispetto a Madrid, dove l’altitudine velocizza il gioco. Monte Carlo invece è più simile a Roma. Non ho trovato differenze rispetto agli anni scorsi”.

Il fattore pubblico

Se dal punto di vista tecnico tutto appare familiare, è l’aspetto emotivo a fare la differenza. Il legame con il pubblico italiano resta centrale, come dimostrato anche alle ATP Finals di Torino, dove il sostegno della Inalpi Arena fu decisivo nella vittoria contro Alex de Minaur.

A Roma, però, l’azzurro cerca qualcosa di ancora più profondo:
Senza il supporto del pubblico alle Finals non sarei mai riuscito a vincere contro De Minaur. Qui potrebbe esserci anche un po’ di tensione per le aspettative, ma credo siano inferiori rispetto all’anno scorso”.

E aggiunge:
Voglio vivere il torneo con più serenità, cercando di divertirmi. È quello che mi manca un po’ in questo momento. Il pubblico può aiutarmi a ritrovare fiducia. Più che l’energia mi piacerebbe sentire affetto: il calore umano di Roma è molto importante per me e può aiutarmi a competere meglio”.

Roma, ancora una volta, come punto di partenza.