La stagione sull’erba è la più breve dell’anno, ma spesso è quella che fornisce le indicazioni più interessanti sui futuri equilibri del circuito. In poche settimane si passa dalla terra battuta del Roland Garros alle superfici più veloci e imprevedibili del calendario, dove tecnica, adattabilità e fiducia possono fare la differenza.
In vista di Wimbledon 2026, ci sono diversi giocatori chiamati a confermare quanto mostrato negli ultimi mesi oppure a compiere un ulteriore salto di qualità. Tra risultati recenti, aspettative e precedenti significativi sull’erba, ecco cinque protagonisti da tenere d’occhio.
Flavio Cobolli, la prova della maturità
La finale raggiunta al Roland Garros ha definitivamente consacrato Flavio Cobolli tra i protagonisti della nuova generazione. Il romano arriva alla stagione sull’erba con uno status diverso rispetto al passato: non più una promessa in crescita, ma un giocatore atteso ai massimi livelli in ogni appuntamento importante.
L’erba, peraltro, non gli è mai stata del tutto estranea. Nel 2025 riuscì a spingersi fino ai quarti di finale di Wimbledon, risultato che rappresenta ancora oggi uno dei migliori della sua carriera negli Slam. Un precedente che rende particolarmente interessante il suo passaggio prima a Halle e poi ai Championships.
La domanda principale riguarda la gestione delle aspettative. Dopo due settimane vissute da protagonista assoluto a Parigi, Cobolli dovrà dimostrare di saper trasferire fiducia e continuità anche su una superficie completamente diversa. Se dovesse riuscirci, potrebbe confermarsi come uno dei candidati più credibili a un ruolo da protagonista anche a Londra.
Jakub Mensik, il momento della consacrazione
Tra i grandi volti della stagione sulla terra battuta c’è senza dubbio Jakub Mensik. La semifinale raggiunta al Roland Garros ha confermato il potenziale di un giocatore che da tempo viene considerato uno dei talenti più completi della sua generazione.
L’erba rappresenta probabilmente una superficie naturale per le sue caratteristiche. Servizio pesante, colpi aggressivi e ottima capacità di prendere rapidamente il controllo dello scambio sembrano ingredienti ideali per ottenere risultati importanti.
Lo scorso anno a Wimbledon il suo cammino si fermò al terzo turno proprio contro Cobolli. Dodici mesi dopo lo scenario è cambiato: Mensik arriva al Queen’s e a Wimbledon con ambizioni decisamente superiori e con la sensazione che il salto definitivo verso l’élite sia ormai a portata di mano.
Lorenzo Musetti, alla ricerca delle migliori sensazioni
Il percorso di Lorenzo Musetti nel 2026 è stato fortemente condizionato dagli infortuni. Dopo un avvio complicato in seguito ai problemi fisici accusati durante l’Australian Open, il toscano è stato costretto a fermarsi nuovamente, saltando due appuntamenti fondamentali come Roma e Roland Garros.
Per questo motivo la stagione sull’erba assume un valore particolare. Più che i risultati immediati, ciò che conta sarà verificare il livello della sua condizione fisica e ritrovare continuità di rendimento.
I precedenti suggeriscono comunque prudenza e ottimismo allo stesso tempo. Se da una parte Wimbledon 2025 si concluse già al primo turno, dall’altra il Queen’s resta uno dei tornei più favorevoli alle sue caratteristiche: nel 2024 raggiunse infatti la finale, mostrando uno dei migliori tennis della sua carriera.
La capacità di utilizzare variazioni, smorzate e soluzioni tecniche non convenzionali rende Musetti un giocatore particolarmente interessante sull’erba. Molto dipenderà dalla tenuta fisica, ma il suo potenziale rimane elevatissimo.
Rafael Jodar, il debuttante che incuriosisce tutti
Tra le storie più sorprendenti del 2026 c’è quella di Rafael Jodar. Lo spagnolo è stato uno dei grandi protagonisti della stagione, scalando il ranking fino alla posizione numero 23 del mondo e attirando l’attenzione degli osservatori grazie a una crescita rapidissima.
La sua sarà una prima assoluta a Wimbledon, elemento che aggiunge fascino e incertezza al suo percorso. Come molti giovani spagnoli, Jodar è cresciuto principalmente sulla terra battuta, ma nel corso degli ultimi mesi ha dimostrato una capacità di adattamento superiore alle aspettative.
Il Queen’s rappresenterà quindi un test fondamentale per capire quanto rapidamente riuscirà a trovare riferimenti sull’erba. Non sarà tra i favoriti, ma proprio l’assenza di pressione potrebbe trasformarlo in una delle possibili sorprese del torneo londinese.
Joao Fonseca, l’attesa per il salto definitivo
Probabilmente nessun giovane giocatore genera oggi aspettative paragonabili a quelle che accompagnano Joao Fonseca. Il brasiliano è ormai stabilmente tra i migliori del mondo e occupa la posizione numero 25 del ranking, ma la sensazione diffusa è che il suo vero potenziale non sia ancora stato completamente espresso.
L’erba potrebbe offrire un’occasione importante. Nel 2025, alla sua prima partecipazione a Wimbledon, raggiunse il terzo turno lasciando intravedere qualità interessanti anche su una superficie considerata inizialmente poco favorevole.
Quest’anno arriverà a Londra dopo il passaggio da Halle, con maggiore esperienza e una consapevolezza diversa. Il suo tennis aggressivo, unito alla capacità di prendere rischi e accelerare da ogni posizione del campo, può diventare particolarmente efficace nei match rapidi tipici dell’erba.
Più che il risultato finale, sarà interessante osservare la sua gestione dei momenti decisivi contro i migliori giocatori del circuito. È proprio lì che passa il confine tra un talento di altissimo livello e un potenziale campione Slam.