Novak Djokovic e Joao Fonseca

8 Agosto 2026

Stefano Cagelli

Fonseca-Djokovic, dalla stoccata alla retromarcia: “Stavo scherzando”. Ma sulle regole il brasiliano non cambia idea

Prima la battuta sull’età di Novak Djokovic, diventata rapidamente virale. Poi la precisazione: nessuna polemica, solo uno scherzo. Joao Fonseca ha provato a spegnere sul nascere il piccolo caso nato a Montreal dopo le sue parole sulla proposta del serbo di accorciare i set. Dietro il sorriso del brasiliano, però, rimane un tema molto più serio: quale tennis vuole la nuova generazione?

Tra Joao Fonseca e Novak Djokovic, evidentemente, quattro game possono bastare per accendere una discussione. Non quelli giocati in campo, ma quelli che secondo il campione serbo potrebbero un giorno essere sufficienti per vincere un set.

È da qui che nasce il piccolo caso che ha accompagnato le ultime giornate del Masters 1000 di Montreal. Djokovic ha recentemente rilanciato una proposta destinata inevitabilmente a dividere il mondo del tennis: partite al meglio dei cinque set, ma con parziali più brevi, conquistati arrivando a quattro game, e senza vantaggi sul 40-40. Un formato che ricorda da vicino quello sperimentato alle Next Gen ATP Finals e che avrebbe l’obiettivo di rendere gli incontri più brevi, intensi e compatibili con le esigenze del tennis contemporaneo.

Fonseca, interrogato sull’argomento in Canada, ha inizialmente scelto una risposta decisamente poco diplomatica. Il brasiliano ha collegato la proposta alle condizioni fisiche e all’età di Djokovic, oggi 39enne, lasciando intendere con un sorriso che dietro l’idea del serbo potesse esserci anche una ragione molto personale: Novak, semplicemente, “sta invecchiando”. Una frase perfetta per diventare virale. E così è stato.

Fonseca contro Djokovic: una rivalità nata a Parigi

A rendere tutto più interessante c’è il precedente tra i due. Fonseca e Djokovic non sono semplicemente due giocatori appartenenti a generazioni lontanissime: pochi mesi fa sono stati protagonisti di uno degli incontri simbolo della stagione.

Al terzo turno del Roland Garros, il diciannovenne brasiliano ha sconfitto Djokovic al termine di una maratona di quasi cinque ore. Il serbo era avanti due set a zero, prima di subire la rimonta di Fonseca, capace di imporsi 4-6 4-6 6-3 7-5 7-5 e diventare il primo teenager a battere Djokovic in un torneo del Grande Slam.

Un passaggio di consegne? Probabilmente sarebbe eccessivo definirlo così. Ma certamente uno di quei risultati che alimentano la narrativa dello scontro generazionale: da una parte uno dei più grandi giocatori della storia, ancora alla ricerca del 25° titolo Slam; dall’altra uno dei talenti chiamati a rappresentare il tennis dei prossimi dieci o quindici anni. Per questo la battuta pronunciata a Montreal ha avuto una risonanza particolare.

Fonseca, infatti, non si era limitato al riferimento all’età di Djokovic. Aveva anche espresso una posizione piuttosto netta sulla possibile rivoluzione regolamentare, sottolineando come i set tradizionali a sei game appartengano alla storia del tennis e siano un elemento da preservare. Una risposta che sembrava disegnare un curioso paradosso: il diciannovenne a difesa della tradizione, il trentanovenne pronto a immaginare il tennis del futuro.

“Stavo scherzando”: Fonseca spegne il caso

Dopo la vittoria contro Casper Ruud a Montreal, però, Fonseca è tornato sull’argomento. Nel frattempo la frase su Djokovic aveva fatto il giro del mondo ed era stata interpretata da alcuni come una mancanza di rispetto nei confronti del serbo. Il brasiliano ha quindi voluto precisare il senso delle proprie parole.

“Stavo scherzando”, ha spiegato Fonseca, ribadendo che il riferimento all’età di Djokovic non voleva essere un attacco. Anzi, il brasiliano ha aggiunto che, trovandosi nella situazione del serbo, probabilmente ragionerebbe allo stesso modo. E ha persino ipotizzato che anche Djokovic potesse non essere del tutto serio nel formulare la sua proposta.

Caso chiuso, dunque? Sul piano personale certamente sì.

Anche perché il rapporto tra i due non sembra avere nulla di conflittuale. Dopo la clamorosa partita di Parigi, Djokovic aveva riconosciuto apertamente i meriti del giovane avversario, mentre Fonseca aveva parlato del privilegio di affrontare uno dei propri idoli. Il rispetto reciproco, insomma, non sembra essere mai stato realmente in discussione.

Ma sui quattro game Fonseca sorprende

La parte più interessante della precisazione del brasiliano arriva però subito dopo. Perché Fonseca, pur avendo difeso il formato tradizionale, ha ammesso di avere un rapporto tutt’altro che negativo con i set brevi. Li conosce molto bene: proprio con quella formula ha giocato — e vinto — le Next Gen ATP Finals.

Il format prevede infatti set ai quattro game e deciding point sul 40-40, eliminando i tradizionali vantaggi. Una formula pensata per aumentare il peso di ogni singolo punto e ridurre la durata complessiva degli incontri. Fonseca ha riconosciuto di trovarsi bene con quel sistema, ricordando quanto abbia giocato bene alle Next Gen. Ed è qui che la vicenda diventa più interessante della semplice battuta sull’età di Djokovic.

Perché dietro il botta e risposta c’è una discussione che il tennis continua a rimandare: quanto si può cambiare senza perdere la propria identità?

Ridurre i set a quattro game significherebbe aumentare enormemente il peso di un singolo break. Eliminare i vantaggi renderebbe ogni 40-40 un piccolo punto decisivo. Gli incontri diventerebbero più brevi e probabilmente più imprevedibili, ma verrebbe modificata anche una delle caratteristiche storiche del tennis: la possibilità di costruire una partita nel tempo, ribaltando inerzie e momenti negativi. Proprio ciò che Fonseca ha fatto contro Djokovic a Parigi.

Il paradosso di Novak

Ed è forse questo l’aspetto più curioso dell’intera storia. Djokovic propone un tennis più corto pochi mesi dopo essere stato sconfitto da Fonseca in una battaglia durata quasi cinque ore. Fonseca scherza sull’età del serbo, ma è uno dei giocatori che conosce meglio il formato alternativo e ammette persino di apprezzarlo. Il vecchio vuole cambiare. Il giovane difende la tradizione. Per una volta, le parti sembrano invertite.

Naturalmente sarebbe semplicistico ridurre la proposta di Djokovic alla necessità di preservare il proprio fisico. A 39 anni il serbo continua a confrontarsi con giocatori molto più giovani e ha sperimentato direttamente quanto il recupero sia diventato un fattore determinante nella sua corsa ai grandi titoli. Ma proprio per questo il tema sollevato da Fonseca, anche sotto forma di battuta, tocca un nervo scoperto.

Il tennis deve adattarsi ai giocatori oppure sono i giocatori a doversi adattare al tennis?

Fonseca, Sinner e una generazione che avanza

Nel frattempo Fonseca continua a essere indicato come uno dei possibili protagonisti del futuro. Inevitabili i paragoni con Gustavo Kuerten in Brasile e, più in generale, con campioni già affermati come Jannik Sinner. Il brasiliano, però, su questo terreno preferisce frenare.

A Montreal ha spiegato di non considerarsi ancora sullo stesso livello, pur ammettendo che riuscire un giorno a raggiungere anche solo una parte di ciò che hanno ottenuto giocatori come Kuerten e Sinner rappresenterebbe un sogno. La priorità, ha sottolineato, resta migliorare giorno dopo giorno e mantenere i piedi per terra. Parole molto più prudenti di quelle riservate a Djokovic.

Ma forse anche questo fa parte del personaggio Fonseca: rispettoso quando guarda ai propri modelli, molto meno timido quando gli viene chiesto di esprimere un’opinione. A 19 anni può permetterselo. La stoccata a Djokovic, alla fine, resta quello che lo stesso brasiliano sostiene fosse fin dall’inizio: una battuta. Nessuna guerra generazionale e nessuna improvvisa rivalità personale.

Eppure la scena conserva qualcosa di simbolico. Il ragazzo che pochi mesi fa ha rimontato due set a Novak Djokovic in quasi cinque ore difende il tennis lungo e tradizionale. Il campione che per oltre vent’anni ha costruito la propria leggenda anche sulla capacità di sopravvivere alle maratone vorrebbe accorciarlo.

Fonseca avrà anche scherzato sull’età di Novak.

Ma la discussione che ha acceso, quella sì, è tremendamente seria.