Non si è rivelato sicuramente il torneo dei sogni, il Masters 1000 di Shanghai, per Carlos Alcaraz, che dopo aver conquistato il titolo all’Atp 500 di Tokyo – a oltre sette mesi di distanza dall’ultimo successo a Doha – ha visto interrompersi il suo percorso cinese al terzo turno, sotto i colpi di Zizou Bergs. Il tennista belga è riuscito a spuntarla col punteggio di 7-5, 7-6(4) maturato in due ore di gioco, tempo durante il quale si è assistito ad una partita tiratissima, decisasi su pochi dettagli, e caratterizzata da alcuni picchi di nervosismo da parte del classe 2003 murciano. Gli sfoghi del numero tre al mondo hanno fatto parlare di sé quasi più della sconfitta.
Shanghai, Alcaraz contro le palline: il suo sfogo
Alcaraz, nel dettaglio, ha concentrato i suoi sfoghi nei confronti delle palline e della superficie, invitando gli organizzatori del torneo a prendere provvedimenti per il futuro. Lo ha fatto prima durante un cambio campo, quando si è lasciato andare alle seguenti parole: «Non riesco a giocare, una palla rimbalza e una scivola, non posso giocare solo d’istinto».
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— #10 (@goatcaraz) October 12, 2026
Il sette volte campione Slam ha poi rincarato la dose in conferenza stampa: «Ad essere onesto, nel primo turno ho sentito che il campo era molto veloce. Oggi non ho avuto la stessa sensazione. È strano percepire il campo e le condizioni in modo così diverso a soli due giorni di distanza. Ovviamente, nel primo turno ho giocato con il tetto chiuso. Oggi ho giocato all’aperto. Ho notato che era diverso. Nel primo round, ho sentito che tutto era molto più veloce mentre oggi la palla sembrava più grande e un po’ più lenta. Non so perché. È strano, qualcosa che dovrebbero rivedere».
La replica di Bergs
Alle parole di Alcaraz sono seguite quelle dell’altro protagonista della sfida. Anche Bergs ha detto di aver notato delle strane anomalie nei rimbalzi, ma ritiene che sia le palline sia il campo non abbiano avuto un peso specifico importante nell’economia della gara. «Le palline sono esattamente le stesse che abbiamo usato nel torneo precedente, quindi non credo che il problema derivi da lì. È vero che, di tanto in tanto, c’era qualche rimbalzo strano. È qualcosa che ho notato anche durante il riscaldamento. Potrebbe capitare un brutto rimbalzo ogni dieci o venti colpi. È vero, e non lo nego, ma penso che, in generale, sia i campi che le palle siano molto buone», ha sottolineato il 27enne di Lommel.
Le vere chiavi del match
Insomma, nella ‘denuncia’ di Alcaraz un fondo di verità sembrerebbe esserci ma, di certo, la sconfitta dello spagnolo non è riconducibile unicamente alle particolari condizioni di gioco. Ad ammetterlo è stato lo stesso Carlitos: «Ad essere onesto, non ho giocato come volevo. Ho commesso molti errori. Non sono riuscito a trovare una buona posizione per rispondere. Ultimamente stavo rispondendo abbastanza bene, ma oggi non ho trovato la posizione giusta. Ovviamente, merita complimenti Berges, direi che serve molto bene. Ma personalmente, quando sono riuscito a trovare un ritmo e a scambiare, ho commesso molti errori. Non mi sentivo a mio agio. Sono molto deluso dalla partita di oggi perché non ho trovato la soluzione. Direi che ho semplicemente commesso troppi errori non forzati».
Come ha sottolineato anche Alcaraz, la chiave decisiva per l’affermazione di Bergs è stata il servizio, colpo sul quale il belga ha costruito la propria vittoria. Grazie alla battuta, infatti, il l’attuale numero 39 al mondo si è garantito molteplici punti diretti ed ha impedito allo spagnolo di controllare gli scambi. Per la precisione, Carlitos è riuscito ad attaccare solo il 25% dei punti (una cifra inferiore al quasi 30% che di solito fa registrare) e di conseguenza ha passato più tempo a difendersi anziché cercare di costruire il suo gioco. La differenza più evidente tra le statistiche dei due si è palesata nel secondo set, quando Bergs è riuscito ad attaccare il 31% delle volte, mentre Alcaraz ha raggiunto appena il 22%.
Un’altra chiave del successo di Bergs risiede invece nella rapidità dei punti giocati: la partita ha avuto una media di soli 3,6 colpi per punto, col belga capace di vincere il 59% degli scambi inanellando una lunga serie di colpi risolutivi. Per quanto riguarda invece gli scambi più lunghi, Alcaraz vanta un parziale di 11-1, ma lo spagnolo ha avuto davvero troppe poche opportunità per far sì che questa statistica potesse crescere e mettere il match sui binari a lui più favorevoli.