21 Ottobre 2026

Stefano Cagelli

Mouratoglou difende Zverev: “Sinner e Alcaraz sono più forti, ma il numero uno lo merita lui”

Il tecnico francese interviene nel dibattito sul primato mondiale del tedesco, sottolineando l’importanza della continuità e della tenuta fisica: “Gli infortuni fanno parte della carriera di un giocatore. Non contano soltanto le qualità tecniche”.

Alexander Zverev si prepara a raggiungere per la prima volta la vetta del ranking ATP, coronando una stagione che gli ha regalato i primi due titoli del Grande Slam della carriera. Il tedesco, vincitore del Roland Garros e degli US Open, è ormai certo di chiudere il 2026 al primo posto della classifica mondiale. Un traguardo prestigioso che, tuttavia, continua ad alimentare il dibattito tra gli appassionati e gli addetti ai lavori.

A far discutere è soprattutto il peso che gli infortuni di Jannik Sinner e Carlos Alcaraz hanno avuto nella corsa al vertice. I due grandi protagonisti delle ultime stagioni sono stati costretti a fare i conti con problemi fisici che ne hanno limitato la presenza nel circuito, lasciando spazio alla straordinaria regolarità di Zverev.

Sulla questione è intervenuto Patrick Mouratoglou, che attraverso un video pubblicato sul proprio canale YouTube ha difeso il tennista tedesco, pur riconoscendo la superiorità tecnica dei suoi principali rivali.

Pubblicità

Mouratoglou: “Essere il migliore non significa necessariamente essere il numero uno”

Il ragionamento dell’allenatore francese parte da una distinzione fondamentale: il valore assoluto di un giocatore non coincide necessariamente con la sua posizione in classifica.

Secondo Mouratoglou, Sinner e Alcaraz possono essere considerati superiori a Zverev sul piano tennistico, ma questo non ridimensiona i meriti del tedesco, capace di costruire il proprio primato attraverso risultati e continuità.

Pubblicità

“Zverev forse non è il miglior giocatore del mondo, ma merita pienamente di essere il numero uno”, ha spiegato il tecnico. “La classifica è il primo parametro attraverso il quale valuto il valore di un tennista. Se gli altri si infortunano, è una sfortuna per loro. Credo che il rendimento di un giocatore non dipenda soltanto da quello che riesce a fare in campo, ma anche dalla capacità di mantenersi in salute e prendersi cura del proprio corpo”.

Per chiarire il concetto, Mouratoglou ha citato il caso di Jack Draper, altro talento condizionato dai problemi fisici.

“È un giocatore straordinario, ma gli infortuni gli impediscono di mantenere una determinata posizione in classifica. Anche questo fa parte della sua storia e della sua carriera. La salute e la condizione fisica contribuiscono a definire il valore di un tennista”.

Da qui la conclusione, destinata inevitabilmente a far discutere: “Sinner e Alcaraz sono più forti di Zverev, ma non sono loro i numeri uno. Il numero uno è lui, e se lo merita”.

Il paragone con Nadal e Djokovic: “Nel tennis non esistono i se”

Per sostenere la propria posizione, Mouratoglou ha richiamato anche una delle discussioni più ricorrenti nella storia recente del tennis: quella relativa agli infortuni di Rafael Nadal e al confronto con Novak Djokovic.

Quante volte ci si è chiesti quali record avrebbe potuto raggiungere il campione spagnolo senza i numerosi problemi fisici che ne hanno condizionato la carriera?

Per il tecnico francese, però, ragionare sulle ipotesi non permette di valutare correttamente i risultati.

“Si sentono continuamente gli stessi discorsi su Nadal: se non si fosse infortunato, avrebbe vinto chissà quanti Slam. Ma nel tennis non esistono i ‘se’. Nadal si è infortunato. Ci sono ragioni per cui è successo a lui e altre per cui giocatori come Djokovic hanno avuto molti meno problemi fisici”.

Un paragone che serve a ribadire il principio alla base della sua analisi: la capacità di restare competitivi per un’intera stagione è una qualità tanto importante quanto il talento.

Zverev, due Slam e una nuova dimensione mentale

Mouratoglou ha poi sottolineato un altro aspetto della stagione di Zverev, vale a dire la capacità di trasformare le opportunità in successi concreti.

Il tedesco ha conquistato il Roland Garros, approfittando anche dell’uscita anticipata di Sinner, e si è successivamente imposto agli US Open. Due titoli che gli hanno permesso di cancellare definitivamente lo zero dalla casella degli Slam vinti e di compiere un salto di qualità anche sotto il profilo psicologico.

“Bisogna riconoscergli i suoi meriti. Ha vinto due tornei del Grande Slam, al Roland Garros e agli US Open. In entrambi i casi c’erano 128 giocatori che potevano conquistare il titolo, ma alla fine ci è riuscito lui. E lo ha fatto due volte”, ha osservato Mouratoglou.

Il francese ha evidenziato soprattutto la solidità mentale dimostrata dal tedesco nei momenti più delicati.

“Ha mostrato una grande forza mentale. Non sempre ha giocato bene, ma è riuscito comunque a vincere il torneo. E questa è una qualità importantissima”.

Un riconoscimento significativo per un giocatore che, in passato, era stato spesso criticato proprio per le difficoltà incontrate negli appuntamenti più importanti.

Sinner e Alcaraz pronti a rilanciare la sfida nel 2027

Il dibattito sul numero uno mondiale, naturalmente, non cancella quanto mostrato da Sinner e Alcaraz quando sono stati nelle migliori condizioni fisiche. L’azzurro e lo spagnolo restano i principali riferimenti tecnici del circuito, ma la stagione 2026 ha dimostrato quanto sia difficile mantenere il proprio dominio senza continuità.

Zverev, dal canto suo, ha saputo sfruttare le occasioni, migliorando il proprio rendimento e trovando quella concretezza che spesso gli era mancata nei momenti decisivi.

Il 2027 potrebbe dunque aprire uno scenario particolarmente interessante. Con Sinner e Alcaraz attesi al rientro nelle migliori condizioni, il tedesco avrà l’opportunità di dimostrare che il suo primato non è soltanto il risultato delle assenze altrui.

La prospettiva è quella di una rivalità a tre per i titoli più importanti del calendario, con Zverev chiamato a difendere sul campo lo status conquistato in questa stagione.

E proprio qui si trova il senso delle parole di Mouratoglou: essere considerati i più forti non basta per occupare il primo posto della classifica. Nel tennis contano i risultati, la continuità e la capacità di esserci quando vengono assegnati i trofei.

Su questo terreno, almeno nel 2026, Zverev ha saputo fare la differenza.