È finalmente arrivato il giorno del debutto per Lorenzo Musetti al National Bank Open, primo Masters 1000 della stagione sul cemento nordamericano. Grazie alle assenze eccellenti, il carrarino è testa di serie numero 3: un debutto carico di aspettative in un tabellone esteso a 96 giocatori.
“Voglio ripartire da qui” – Motivatissimo il carrarino
“Sono contento di essere tornato qui”, ha detto in conferenza stampa. “Ho buoni ricordi di Toronto e ho approcciato bene l’allenamento. Ora voglio ritrovare ritmo e fiducia sul cemento.” Il suo tennis, più congeniale alla terra, richiede adattamento: Washington è servita solo da prologo Tennis TV
La Ferrari 458: metafora del suo tennis
Il parallelo più carismatico dell’intervista riguarda la Ferrari 458 – la sua auto dei sogni. “È potente, elegante… ma non facile da guidare, proprio come il mio tennis: tante variazioni, scelte complesse. È questo che lo rende unico,” ha affermato sorridendo.
Obiettivi sul cemento: continuità e fiducia
Dopo una stagione sulla terra brillante e uno stop dovuto all’infortunio al Roland Garros, Musetti ha bisogno di continuità. Toronto rappresenta l’occasione giusta per rimettere benzina nella stagione, guadagnare punti e tornare a essere protagonista sul circuito.
Avversario al via: Duckworth, primo ostacolo
Musetti riparte dal secondo turno (bye all’esordio) e oggi affronta l’australiano James Duckworth, qualificato che ha superato Shang Juncheng nel primo turno. L’unico precedente tra i due è un sedicesimo di finale a Parigi Bercy, perso da Musetti al terzo set. Non si sono mai affrontati su cemento non indoor in un tabellone principale; il match di oggi sarà quindi il loro primo confronto su questa superficie.
Musetti–Duckworth, due stili a confronto: fantasia contro potenza
Quando Lorenzo Musetti scenderà in campo oggi per il suo esordio al Masters 1000 di Toronto, dall’altra parte della rete troverà un avversario ostico e di esperienza: l’australiano James Duckworth. I due non si conoscono bene sul piano dei precedenti – come dicevamo c’è un solo scontro diretto tra loro, vinto da Duckworth a Parigi nel 2021 – ma rappresentano due modi molto diversi di interpretare il tennis.
Musetti è il classico giocatore capace di accendere la partita con un colpo. Il suo rovescio a una mano è uno dei più eleganti e spettacolari del circuito, e non è raro vederlo variare il ritmo con un drop shot improvviso (ricordiamo bene quando fece impazzire Zverev al Foro italico con una raffica di palle corte), uno slice difensivo o un attacco a rete in stile serve-and-volley.
Il suo tennis non è mai scontato: ama mescolare le carte, cambiare ritmo, linea e profondità, anche a costo di correre qualche rischio. Ma proprio questa varietà è la sua forza. Se riesce a gestirla con equilibrio – come ha fatto nei suoi migliori tornei su terra – diventa un avversario difficile da leggere, capace di far deragliare anche i giocatori più solidi.
Dall’altra parte, Duckworth è un giocatore con un’identità chiara: servizio potente, dritto incisivo, gioco lineare e diretto. Cerca di tenere lo scambio corto, di imporre il suo ritmo fin dai primi colpi, e ha la capacità mentale di restare concentrato nei momenti importanti.
Non è un fenomeno mediatico, ma ha costruito negli anni una carriera solida e rispettata, anche grazie alla sua tenacia: ha superato diversi infortuni e tornato sempre in campo con grinta.
Il cemento è la superficie che meglio si adatta al suo gioco, soprattutto perché riesce a capitalizzare sul primo servizio e sul colpo d’attacco.
La sfida di oggi è, in fondo, una questione di stile: la fantasia di Musetti contro la concretezza di Duckworth. Lorenzo dovrà evitare di farsi trascinare su terreni troppo lineari e dovrà invece imporre le sue variazioni per spezzare il ritmo dell’australiano.
Duckworth, al contrario, cercherà di impedire a Musetti di entrare nel match con le sue soluzioni estemporanee, provando a tenere la partita su binari semplici.
Sulla carta, Musetti parte favorito: ha più soluzioni, più talento naturale, e una motivazione nuova in questa fase della stagione. Ma proprio per la pericolosità di un giocatore come Duckworth, servirà attenzione fin dal primo punto.
Toronto può essere il terreno giusto per iniziare a “correre come una Ferrari”. Ma prima, Lorenzo dovrà tenere il volante ben saldo tra le mani.
