Stefano Minnucci - Articoli

9 Luglio 2025

Stefano Minnucci

Sull’erba di Wimbledon l’ultimo rovescio di Fognini, il suo addio romantico al tennis

Ci sono addii che hanno il sapore amaro della resa, altri che profumano di poesia. Quello di Fabio Fognini, annunciato oggi a Wimbledon, appartiene senza dubbio alla seconda categoria. Una conferenza stampa semplice, parole sussurrate con il peso di una decisione già maturata nel cuore, ma con lo sguardo limpido di chi sa di aver chiuso il cerchio. “È il miglior modo per dire addio”, ha detto il tennista ligure, 38 anni e un bagaglio di emozioni grande come la sua carriera. Davanti ai giornalisti, nella cornice elegante e un po’ austera dell’All England Club, Fognini ha lasciato andare il

16 Giugno 2025

Stefano Minnucci

La fiamma di Djokovic arde ancora: ‘Ho sempre il fuoco dentro, ecco a cosa punto’

Ce lo immaginiamo il 24-volte campione Slam, Novak Djokovic, picchiettare la racchetta sul palmo sinistro, mentre si allena, fissando la linea di fondo e ripetendo meccanicamente il gesto del servizio. Guardando avanti, riflettendo rigorosamente sul suo futuro, non sul suo passato, e pensando tra sé e sé: “Mi piace ancora vincere con una racchetta in mano. Quel fuoco è ancora dentro di me”. Pensieri e parole che Nole ha confessato qualche ora fa al podcast serbo (Ne)uspjeh prvaka. Nell’intervista rilasciata è stato chiaro: “Amo il tennis e mi piace ancora prendere in mano una racchetta. L’unica cosa che ho in

15 Giugno 2025

Stefano Minnucci

Regina a 37 anni, la fiaba di Tatjana Maria al Queen’s Club

Negli eleganti campi in erba del Queen’s Club è andata in scena un’autentica fiaba tennistica. Tatjana Maria, partendo dalle qualificazioni, ha conquistato a 37 anni il titolo WTA 500, vincendo 6‑3, 6‑4 contro la statunitense Amanda Anisimova.  Era arrivata a Londra con una serie di sconfitte consecutive, 9 per l’esattezza, da numero 86 del mondo. Ora, in appena sette giorni, ha riscritto la sua storia. Prima superando due turni di qualificazione, poi scalando il tabellone e battendo quattro top 20 di fila: Leylah Fernandez, Karolina Muchova, Elena Rybakina e infine Madison Keys in semifinale. C’è qualcosa di quasi letterario nel vedere una

Justin Engel, il prodigio tedesco che sogna l’erba di Wimbledon

Stadio Weissenhof, quarti di finale del Boss Open. Il tabellone recita 7‑6 6‑3: Justin Engel saluta il torneo dopo aver perso contro Félix Auger‑Aliassime, ma lo fa tra gli applausi di casa. Solo 24 ore prima, il ragazzo in maglia nera che non ha ancora il diritto di guidare da solo – 17 anni e otto mesi – aveva mandato in visibilio la tribuna infilando 32 prime su 32 nel 6‑4 6‑4 contro Alex Michelsen, con un dritto valutato 9,9/10 dall’algoritmo Shot Quality dell’ATP. L’arena di Stoccarda e il movimento tedesco in generale hanno comunque trovato un nuovo idolo? Dalla Baviera al primo

13 Giugno 2025

Stefano Minnucci

Wta, maternità garantita e dubbi morali: il fondo saudita che scuote il tennis femminile

Forse non tutti sono a conoscenza che lo scorso 6 marzo, durante l’Indian Wells, la WTA ha varato il PIF WTA Maternity Fund, un fondo – prima caso nella storia di uno sport individuale – che offre a oltre 320 giocatrici un congedo di maternità retribuito fino a 12 mesi. Una mossa rilevante e degna di nota per il welfare femminile, a cui si è aggiunta pochi giorni fa la notizia, sempre targata Wta, di proteggere la classifica delle atlete che sospendono l’attività (almeno dieci settimane) per sottoporsi a procedure di crioconservazione di ovuli o embrioni. Il tennis femminile si

Niente Queen’s per Musetti, a rischio Wimbledon?

La risonanza effettuata mercoledì a Carrara da Lorenzo Musetti ha confermato la diagnosi già emersa a Parigi: lesione di primo grado all’adduttore della coscia sinistra. Lo stesso problema che lo ha costretto, appena cinque giorni fa, a dire basta nella semifinale del Roland Garros contro Carlos Alcaraz. A rischio Wimbledon? In questi casi lo stop è almeno di 15 giorni. Escluso dunque per il numero sei del mondo scendere in campo al Queen’s, in programma dal 16 al 22 giugno. Simone Tartarini, il suo coach, è stato abbastanza chiaro: «I tempi di guarigione non si possono forzare, e sull’erba l’adduttore

9 Giugno 2025

Stefano Minnucci

Roland Garros, il fair-play che illumina l’era Alcaraz-Sinner

Con sette degli ultimi otto Slam vinti a testa, la rivalità Alcaraz-Sinner promette di dominare a lungo. Ma, al di là dei titoli, l’eredità più preziosa della finale di Parigi potrebbe essere il rilancio di una semplice parola: fair-play. Nel day after della storica finale di Parigi, tra i tanti commenti, vogliamo evidenziare quello sul rispetto reciproco citato dal grande Adriano Panatta. «Vorrei sottolineare la correttezza che hanno avuto ieri Alcaraz e Sinner: si sono praticamente arbitrati da soli, assegnandosi punti importanti a vicenda e andando dall’arbitro per confermare se una palla fosse buona o no. Così ci avevano abituato

30 Maggio 2025

Stefano Minnucci

Roland Garros, il baby fenomeno Fonseca sfida Draper in un terzo turno ad alta tensione

Il terzo turno del Roland Garros promette emozioni forti con l’incontro tra Jack Draper e João Fonseca. L’appuntamento, attesissimo, è previsto per sabato 31 maggio, alle 14. Da una parte il britannico in piena ascesa, dall’altra un adolescente brasiliano che sta conquistando il pubblico di Parigi con il suo tennis audace, i campi dove gioca sono sempre strapieni, la gente stravede per lui. Draper, solidità e maturazione Draper arriva al match dopo due prove convincenti: prima ha domato Mattia Bellucci, poi ha superato Gaël Monfils in un match elettrizzante sul Philippe Chatrier, resistendo anche alla carica del pubblico francese. Con

30 Maggio 2025

Stefano Minnucci

Il tennis francese allo specchio: tra numeri, passato glorioso e nuove speranze

Dieci giocatori in top-100, tanti titoli distribuiti, ma nessuna stella polare. Almeno per ora. E un digiuno Slam che dura da oltre quarant’anni. Il tennis maschile francese oggi vive un momento di riflessione, ricostruzione, ma soprattutto di speranza.  Quarantadue senza uno Slam. In Francia, dove il tennis è cultura, tradizione e orgoglio nazionale, la ferita è ancora aperta. Dal trionfo parigino di Yannick Noah nel 1983, nessun giocatore francese è più riuscito a mettere le mani su uno dei quattro titoli che contano di più. In mezzo, tanti ottimi interpreti – da Tsonga a Monfils, da Simon a Gasquet –

28 Maggio 2025

Stefano Minnucci

Roland Garros, Monfils incanta Parigi: a 38 anni scrive un’altra pagina di tennis

Ci sono partite in cui il tennis diventa racconto, emozione, fascino allo stato puro. E il match tra Gaels Monfils e Hugo Dellien è stato uno di quelli. L’ultimo primo turno tra i 64 giocati finora al Roland Garros, decisamente il migliore, per spettacolo, sofferenza e resilienza. Sul Philippe Chatrier, non del tutto gremito ma decisamente vivo e molto rumoroso, sono andate in scena le prodezze di un 38enne parigino ancora desideroso di lasciare il segno in questo sport, che ha rimontato due set di svantaggio al suo avversario, regalando al pubblico francese una gran bella serata. Con una rimonta